12 marzo 2008

Tuvixeddu: "La Nuova Sardegna" scrive...

Riporto integralmente un articolo de "la Nuova Sardegna" del 12/02/2008 a firma di Mauro Lissia sull'argomento.
E' reperibile sul sito della RAS nella rassegna stampa:
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=71719&v=2&c=1489&t=1

LA NUOVA SARDEGNA
Caso Tuvixeddu, la Procura apre un'inchiesta
12.02.2008
Due esposti presentati da Iniziative Coimpresa Gli incarichi dei componenti la commissione
di Mauro Lissia CAGLIARI.

Dopo la sentenza-choc del Tar, sul caso Tuvixeddu la parola passa alla Procura della Repubblica: i due esposti presentati dall'avvocato Agostinangelo Marras su incarico dell'Iniziative Coimpresa sono stati assegnati al sostituto procuratore Daniele Caria, che ha iscritto il fascicolo al modello 45 «notizie non costituenti reato».
L'esame degli atti comincerà in queste ore e nel pomeriggio di venerdì scorso Coimpresa ha trasmesso al pm la decisione dei giudici amministrativi, che riguarda gran parte degli aspetti adesso all'attenzione del magistrato penale.
«Non abbiamo ipotizzato alcun reato - ha spiegato Marras - ma ci siamo limitati a offrire alla valutazione della Procura tutti gli atti compiuti dall'amministrazione regionale in questa vicenda, perchè si accerti se oltre alle questioni di carattere amministrativo sulle quali si è espresso la scorsa settimana il Tar possano essere rilevati anche profili penali».
Se il Tar ha dato ragione su tutta la linea ai ricorrenti - il comune di Cagliari, Iniziative Coimpresa e la ditta «Cocco costruzioni' - con una sentenza contro la quale Renato Soru ha annunciato di volersi appellare al Consiglio di Stato, il pm Caria potrà partire dalle valutazioni dei giudici amministrativi per approfondire i tre punti sui quali il collegio ha pesantemente censurato l'operato della Regione.
Il primo riguarda la nomina dei quattro membri esterni e l'intera procedura di costituzione della commissione per il paesaggio destinata a proporre alla giunta il «notevole interesse pubblico» dei colli cagliaritani: per il Tar doveva essere nominata con una legge, perchè era stata una legge regionale a istituire le commissioni provinciali in attività prima del Codice Urbani. Una commissione costituita in base a una norma votata dal consiglio regionale - secondo il Tar - non può essere rimpiazzata da un organismo messo insieme sulla base di criteri imprecisati.
Qui poi gli interrogativi si sommano, perchè a far parte del quartetto di membri esterni era stata chiamata Maria Antonietta Mongiu: ed è stata lei stessa a proporre in commissione e poi ad approvare come componente della giunta regionale la proposta di bloccare Tuvixeddu, la sola proposta trattata fino ad oggi da quando l'organismo è stato costituito.
Curioso osservare poi come tutti i componenti la commissione - che in base al Codice Urbani hanno dovuto lavorare gratis all'esame del caso Iniziative Coimpresa-Tuvixeddu - hanno poi beneficiato di altri incarichi retribuiti da parte della Regione:
il docente Ignazio Camarda, che aveva già lavorato come consulente per il piano paesaggistico (43.280 euro) e poi allo studio del Ppr per le zone interne (35.666 euro), il 5 dicembre 2007 è stato chiamato a far parte con la delibera 49/35 e con un successivo decreto presidenziale (23 gennaio 2008) del comitato scientifico per la Conservatoria delle coste.
Di quest'organismo fa parte grazie agli stessi due provvedimenti anche un altro membro della commissione, l'architetto Sandro Roggio.
Infine il professor Raimondo Zucca, già impegnato sul Ppr (40.734 euro), ha ricevuto l'incarico per il piano delle zone interne (33.666 euro) e il 23 ottobre 2007 è stato nominato dall'assessore Mongiu membro dell'Osservatorio regionale dei musei.
Si tratta quindi, a parte l'assessore Mongiu la cui nomina è politica, di persone di consolidata fiducia dell'amministrazione.
Secondo il Tar però la loro competenza in materia non è stata documentata agli atti, così come i criteri per la nomina
.
Ma ad accendere l'attenzione della Procura potrebbe essere anche il secondo aspetto della vicenda richiamato in uno degli esposti: l'incarico conferito all'architetto francese Gilles Clement, che ha presentato al Festarch dell'estate scorsa un piano alternativo per Tuvixeddu: il «Parco Karalis».
Secondo l'esposto depositato dall'avvocato Marras negli uffici della Regione non c'è traccia della sua nomina.
«Iniziative Coimpresa ha chiesto in base alle norme sulla trasparenza degli atti amministrativi di avere copia della delibera che riguarda Clement - ha confermato il penalista - ma non è arrivata alcuna risposta. Come e da chi l'architetto sia stato nominato resta un mistero».
Non sarebbe un mistero invece il compenso riconosciuto al grande professionista: secondo Marras ammonta a 150 mila euro.
Quindi - a giudizio dell'avvocato - per affidare l'incarico di progettazione sarebbe stata necessaria una selezione pubblica.
Tra l'altro il progetto alternativo firmato da Clement - prevedeva anche un'area di sosta sotterranea e un anfiteatro - ha indotto i giudici del Tar a esprimere il sospetto che la Regione non abbia voluto, con le delibere di sospensione dei lavori sui colli e la successiva dichiarazione di interesse pubblico, fermare realmente l'edificazione dell'area di Tuvixeddu.
Ma semplicemente abbia cercato di aprire la strada a un piano alternativo.
Lo confermerebbe il fatto che Clement era al lavoro sul progetto prima ancora che i vincoli imposti dalla giunta regionale divenissero esecutivi.
Infine l'accordo di programma.
In base al Codice Urbani poteva essere rivisto soltanto se la situazione dei luoghi interessati dall'intervento fosse profondamente mutata dalla firma del contratto, nell'agosto 2000, ad oggi.
Ma secondo i giudici del Tar - che hanno compiuto un sopralluogo e si sono riferiti agli atti della causa amministrativa - negli ultimi sette anni a Tuvixeddu non è avvenuto alcunchè di significativo, al di là dei lavori («imponenti» scrivono i giudici) avviati dall'impresa.
Ecco perchè, al di là dei riflessi civilistici e dei risarcimenti conseguenti richiesti da Coimpresa attraverso il tribunale competente, l'avvocato Marras ha proposto la questione dell'accordo disatteso anche all'attenzione della Procura: se realtà e descrizione ufficiale della realtà non coincidono, qualcuno ha voluto mischiare le carte?

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