18 agosto 2006

Forse si esagera

Nella mia vita ritengo di essere sempre stato tollerante verso il mio prossimo in genere ma ora penso si stia esagerando.
Mi spiego:
Arrivano i poveri diseredati dai paesi terzomondisti e via, si fa a gara per trovargli alloggi, lavoro e sostentamento.
Escono migliaia di persone dalle patrie galere e scattano operazioni di solidarieta', creazione di corsi professionali, bonus vari.
Abbiamo milioni di ragazzi che non hanno un lavoro e zacchete: non succede nulla. Tuttalpiu' qualche tavola rotonda, qualche articolo che stigmatizza lo stato delle cose ma aiuti veri NULLA.
Come e' possibile questo? Ma, sopratutto, perche' e' possibile?
Molto probabilmente creare situazioni reali di aiuto per questi ragazzi che hanno come sola colpa di non avere un lavoro e quindi una prospettiva di vita sociale non fa abbastanza notizia (se non in campagna elettorale) e non da la stessa visibilita' mediatica che puo' dare un aiuto a terzomondisti o reduci da patrie galere. Forse e' questo il vero problema: la necessita' assoluta di certe figure di avere visibilita' mediatica prendendo posizioni che (pensano) siano forti.
La realta' e' che basta un gruppetto che strilli o si stracci le vesti per mettere in moto catene di solidarieta' incredibili, se invece si tratta di una moltitudine silenziosa, lascia il tempo che trova. Un ragazzo che a trent'anni (con laurea in tasca) deve ancora dipendere dai genitori e passa la giornata ad inviare curriculum e cercare una sistemazione lavorativa non fa notizia, e' grigio, non e' nulla. Se invece iniziasse a "fare casino", troverebbe subito almeno un'organizzazione che, pur di finire sui giornali o in televisione, si farebbe in quattro per dargli una mano.
Siamo un paese penoso.

03 agosto 2006

Cui prodest?

Il decreto "svuotacarceri" e' realta'. Migliaia di detenuti sono a piede libero grazie a questa legge. Sappiamo tutti benissimo la situazione in cui versa questo paese: lavoro (poco), soldi (idem), strutture sociali (inesistenti). Fatta questa premessa mi domando quanto sia stata ipocrita (nella migliore delle ipotesi) questa legge: ha ridato la liberta' a persone che non hanno nessuna possibilita' di sostentarsi per quanto detto prima; le prospettive di lavoro, gia' scarse in partenza, per un ex detenuto sono praticamente inesistenti, le strutture di reinserimento sono quasi inesistenti (no soldi disponibili) e quel poco che c'e' non basta. Secondo voi, per quanto siano dotati di buona volonta' e voglia di reinserimento nella societa' civile, questi ex detenuti come possono campare? Risulta quasi ovvio che ricomincino la loro attivita' precedente e che, per forza di cose, si ritrovino nuovamente dietro le sbarre ( una buona maggioranza). Questa analisi niente altro e' che un'ennesima applicazione della scoperta dell'acqua calda: per capire che andasse a finire cosi' non era necessaria una laurea in fisica nucleare, bastava sedersi due minuti e pensare.
Da queste considerazioni possono saltare fuori alcune conclusioni che potrebbero essere:
1- Il governo ha agito in questo modo unicamente a scopo politico per mostrare (salvare la faccia) di tenere fede alle promesse fatte all'elettorato (di questa ne avrei fatto volentieri a meno) senza pensare (ma lo sapevano benissimo) che una buona parte di ex detenuti sarebbero ritornati in cella, alcuni per le ragioni sopra esposte, qualcun altro perche', come dice il proverbio, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Forse chi sta al governo (che, notoriamente, non ha problemi tipo far quadrare il bilancio del proprio portafogli) pensa che chi ha bisogno di lavorare per sopravvivere schiocca due dita ed il lavoro gli balza addosso.
2- Al governo, della fine di parecchi disgraziati, non gliene puo' fregare nulla. Tutta l'operazione e' stata messa in piedi unicamente per salvare nomi eccellenti (amici, compari, colleghi et similia) e, non potendo far uscire solamente questa categoria, ha aperto i cancelli facendo si che, nel mucchio, molte figure passassero inosservate.
3- E' stata tutta una manovra per aumentare i controlli sulla sicurezza, azione propedeutica ad uno stato di polizia.

Quali che siano state le motivazioni palesi od occulte, penso che si siano aperte le porte verso il nulla per tanti poveracci che, se vorranno sopravvivere, saranno costretti ad accettare (?!) l'aiuto di persone residenti dall'altra parte della legalita' a cui dei disperati fanno sempre comodo.
Ma tutto questo lo si sapeva gia', quindi, andando a scomodare i latini: cui prodest?
Fatemi sapere la vostra