24 aprile 2008

Era già tutto previsto?

Cito dal sito Dagospia:

http://dagospia.excite.it/articolo_index_39895.html

"Come può un rumeno senza fissa dimora, mezz'ora dopo aver aggredito la povera ragazza nei pressi della Stazione della Storta (Roma n.d.r.) ad avere come difensore l'avvocato Francesco Saverio Pettinari famoso penalista difensore del magistrato Metta, indagato nell'ambito del processo Lodo Mondadori che vedeva indagati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante?
Inoltre l'avvocato Pettinari risulta iscritto in gioventù all'MSI. Guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno con tanto di foto sul Messaggero del 22 aprile 2008, il patto per la legalità e la sicurezza."

A pensare male si fa peccato.
Ma spesso ci si azzecca....

23 aprile 2008

Sconvolgente.

Cito testualmente:

"VENEZIA (23 aprile) - Il veronese Marco Furlan, 48 anni, membro insieme a Wolfgang Abel della formazione neonazista Ludwig, che tra il 1977 e il 1984 ha rivendicato 15 omicidi, è stato affidato in prova ai servizi sociali dal tribunale di sorveglianza di Milano. Condannato dalla Corte d'Appello di Venezia, presieduta da Nicola Lercario, il 10 aprile del '90, a 27 anni di carcere Furlan, attraverso il suo legale, l'avvocato milanese Corrado Limentani, aveva chiesto di poter lasciare il carcere di giorno per tornarvi la notte e nei fine settimana."

Ora un po' di conti:
15 omicidi per 27 anni di carcere. Anni di carcere per omicidio: 1,8
27 anni da scontare - 18 anni scontati = 8 anni di bonus
Anni di carcere effettivamente scontati per ogni omicidio: 1,2

Le vittime:
Guerrino Spinello - barbone
Luciano Stefanato - omosessuale
Claudio Costa - tossicodipendente
Alice Maria Baretta - ex prostituta
Luca Martinotti (17 anni) - sbandato
Gabriele Pigato - frate
Giuseppe Lovato - frate
don Armando Bison - sacerdote
Cinema Eros (Milano) - 6 morti e 32 feriti (incendio)
Discoteca Liverpool (Monaco di Baviera) - 1 morto e 6 feriti (incendio)

Evito qualsiasi commento perchè sono senza parole.
Aspetto i vostri commenti.

Si impara sempre qualcosa

Capita, delle volte, di avere una lezione di vita da chi meno te lo aspetti.
E' quello che mi è successo ieri e ve lo vorrei raccontare.
Ieri sera sono andato a fare la spesa presso il centro commerciale EmmeZeta (scusate la pubblicità).
Parcheggiata la macchina mi sono trovato intorno il solito (pensavo) maghrebino con tutta la sua mercanzia al seguito pronto a vendermi qualcosa.
Sono andato via di fretta a cercare un carrello e l'ho lasciato lì alla ricerca di un altro possibile acquirente.
Uscito col carrello semipieno (ed il portafogli completamente vuoto) l' ho ritrovato davanti alla mia auto che mi aspettava al varco.
Rassegnato a dover per forza acquistare qualcosa, ho messo la mano nel portafogli per vedere quanti soldi erano rimasti e mi sono trovato soltanto due euro; ho quindi pensato che, tutto sommato, la cifra era congrua per pagare un simpatico "pedaggio" utile a poter andare via tranquillo.
Ho quindi chiesto che cosa poteva vendermi per due euro.
Ovviamente, con una cifra del genere non acquisti più nulla da nessuna parte, quantomeno da un ambulante.
Chiaramente la mia richiesta di acquisto non era dettata da un bisogno ma, diciamo così, dal voler fare una (seppur misera) benficenza senza cadere nella bieca carità.
Non avendo nulla da vendermi per quella cifra, ho pensato di donargli i soldi e sono quindi ricorso allo stratagemma del: "Facciamo così: dividiamo questi due euro; uno le tengo io ed uno lo tieni tu, così la prossima volta mi fai uno sconto quando ti acquisto qualcosa".
Ammetto che si è trattato di un bieco escamotage ma non volevo insultarlo con un'elemosina.
L'africano (non so come chiamarlo e non voglio assolutamente offenderlo) mi ha guardato negli occhi ed ha rifiutato i soldi dicendomi, con assoluta serità, che lui i soldi li prendeva solamente quando vendeva qualcosa.
A questo punto la cosa ha preso una piega quasi umoristica perchè, da una parte c'ero io a cercare di convincerlo a prendere i soldi (un misero euro) usando tutta la diplomazia che avevo per non offenderlo e, dall'altra lui che continuava ad insistere che gli unici soldi che prendeva erano quelli guadagnati.
Alla fine mi ha proposto di acquistare un accendino piezoelettrico per cucina a due euro.
Ho così chiuso la transazione vergognandomi di non avere qualche soldo in più in tasca.
Sono così tornato a casa con due euro in meno in tasca ma un'utile lezione di vita in più.
Che non ha prezzo.
Troppe volte vediamo questi africani come un fastidio che ci insegue nei parcheggi dei centri commerciali, nelle piazze o sulle spiagge ritendendoli, spesso, un peso per la comunità mentre, d'altro canto, si tende a portare compassione verso accattoni che, come unica attività nelle loro giornate, si limitano ad aspettare le monete nel loro piattino con sopra il solito cartello "Fate la carità" e, magari, tenendo dei cuccioli di animali vicino con lo scopo di commuovere.
Trarre il proprio sostentamento dal proprio lavoro e non dall'elemosina.
E' questo lo schiaffo morale che danno questi ragazzi africani approdati in un paese che, alla fin fine, li tiene emarginati e, troppe volte, li sfrutta per poi additarli come la causa di tutti i nostri problemi.
Perchè? Semplice: loro sono neri.
E poi dicono che non c'è razzismo.....
P.S.- Al ragazzo nero che mi ha dato questa lezione di vita: il 1° maggio sarò al parco di Via Cadello. Se ti ricordi di me, avvicinati: mi farebbe piacere bere qualcosa con te.
SeuDeu

22 aprile 2008

Una canzone può

Vi sono canzoni entrate a far parte della tradizione collettiva che simboleggiano un avvenimento e, talvolta, vengono usate come bandiera-simbolo da tutta la collettività.
Basterebbe pensare, guardandoci indietro nel tempo a "Va pensiero", simbolo del movimento per la riunificazione dell'Italia oppure, spostandoci dall'altra parte dell'atlantico, negli Stati Uniti, a canzoni come Yankee Doodle, simbolo della Rivoluzione Americana o, molto più recentemente a "Mr. Tambourine man" oppure "Blowing in the wind" di Bob Dylan. Simboli questi della protesta contro il Vietnam e sempre citati quando se ne parla.
Sono semplici canzoni ma entrate nel patrimonio degli avvenimenti e dei ricordi.
Canzoni popolari (mi perdoni Giuseppe Verdi) non scritte per governi o regimi ma nate dall'emozione del compositore ed assurte a simboli con la stessa valenza di bandiere e gonfaloni.
Ma sono solo canzoni.
Anche "Bella ciao" è solo una canzone; una ballata nata durante la lotta di liberazione che prese il posto di un inno d'Italia all'epoca latitante ed impresentabile.
Un inno usato da tutti, oppressori ed oppressi e, quindi, assolutamente non identificativo per la lotta dell'epoca.
Da che Repubblica è Repubblica, in tutte le manifestazioni rievocative della Liberazione, Bella Ciao è sempre stata associata come canzone simbolo seguita subito dopo dall'inno di Mameli a simboleggiare la confluenza da parte di un gruppo di italiani che ha lottato contro un regime nella totalità del popolo che ne ha avuto i benefici, in una ideale confluenza di una parte nel tutto.
Si resta quindi perplessi quando il sindaco di Alghero Marco Tedde (Forza Italia) arriva a proibire alla banda cittadina l'esecuzione di Bella Ciao per i festeggiamenti del 25 aprile sostenendo che tale canzone divide.
Se non hanno cambiato la storia stanotte mi sembra che l'unica divisione possa creare Bella Ciao è quella tra antifascisti e fascisti e, dato che il fascismo in tutte le sue forme è bandito per legge dal territorio della Repubblica Italiana (almeno sino a ieri) non vedo quale divisione possa paventare il sindaco di Alghero.
Mi sembra proprio che certa gente sia ancora convinta che la Resistenza sia un componente di ferri da stiro e stufette elettriche.
L'indimenticato Sandro Pertini si starà rigirando nella tomba.

21 aprile 2008

A che gioco gioca la UIL-BAC?

Forse sarò un po' tardo di mente (evidentemente l'età inizia a farsi sentire) ma questo Cerasoli (Segretario Generale della UIL comparto MIBAC) proprio non lo capisco.
In un comunicato stampa in data 18/04/2008 tuona sulla bocciatura da parte della Corte dei Conti sulle nomine di 35 dirigenti voluta dall'On Rutelli, asserendo che la UIL ha sempre sostenuto la non correttezza delle nomine.
Però in un altro comunicato stampa in data 21/12/2007 sostiene l'esatto contrario.
Tra questi due comunicati stampa ve ne sono altri dove si elogia il concetto di rotazione che, secondo lui (ed evidentemente il sindacato) è il toccasana per evitare "inquinamenti ambientali".
Peccato che la rotazione è una buona arma per eliminare dirigenti, spesso, scomodi.
Cosa che mi sembra si avvenuta in Sardegna.
Leggendo tutti i vari comunicati stampa sembrerebbe di intravedere una lenta escalation di ostilità nei confronti dell'ex Ministro MIBAC.
Capire a che gioco si sta giocando, no?

Tuvixeddu: le vittime illustri II

Continua la lista di vittime illustri legate, in un modo o nell'altro alla vicenda Tuvixeddu.
Giusto per ricapitolare un po' di fatti, il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna, Architetto Paolo Scarpellini è stato trasferito,mesi orsono, ad altra sede.
In via ufficiale si è trattato di un avvicendamento normale anche se voci di corridoio mormoravano di un italico Promozione & Trasferimento.
Il suo posto è stato preso dall'Arch. Elio Garzillo che, appena insediatosi, ha subito dato man forte alla crociata del blocco totale del colle così come voluto dalla politica attuale della RAS.
Orbene, la Corte dei Conti ha bocciato la sua nomina, praticamente defenestrandolo insieme ad altri 35 dirigenti voluti dall'ex Ministro MIBAC, On. Rutelli.
La decisione della Corte dei Conti comporta il fatto che tutti gli atti firmati da tali dirigenti sono da considerarsi illeggittimi sia se hanno determinato impegni di spesa sia se hanno prodotto effetti giuridici nei confronti di terzi.
In pratica qualsiasi atto firmato dal Direttore Regionale Garzillo è nullo.
Se da un lato viene gettato nel caos il MIBAC in Sardegna (ed anche nel resto d'Italia), vi è da dire che per Tuvixeddu siamo davanti ad altri atti pubblici, perlomeno, discutibili sul piano formale e legale, dall'altro lato tutta questa vicenda sembrerebbe quasi creata ad arte per azzoppare un organo importante per la tutela dei nostri beni artistici e culturali ponendolo nel caos più completo.
E magari approfittarne.

Olio extrafalso d'oliva

E dopo il vino fasullo, le mozzarelle luminescenti ecco a voi l'olio extrafalso extravergine d'oliva.
Stavolta il teatro dell'impresa è nel foggiano dove, sino ad ora, sono stati sequestrati oltre 25.000 litri di olio fatto passare per extravergine.
Oltre al provvedimento di 39 custodie cautelari con 14 arresti ai domiciliari.
Le accuse sono di adulterazione e sofisticazione di olio d'oliva extravergine.
Bloccato anche un grosso quantitativo pronto per l'esportazione in Germania e negli Stati Uniti.
E meno male che che con Terradamare, il comune di Bari ha fatto partire una campagna per la sponsorizzazione dell'olio extravergine.
Aspettiamo per vedere che cosa c'era realmente dentro e nel frattempo un consiglio: evitate di acquistare olio extravergine a basso costo; sicuramente di extravergine ci troverete poco.

18 aprile 2008

Tuvixeddu: le vittime illustri

Come volevasi dimostrare, il detto"Chi tocca Tuvixeddu (senza autorizzazione della RAS) muore" è di una verità ed attualità sconvolgente.
Lo dimostra l'ennesima puntata della vicenda, stavolta con una vittima illustre: il Soprintendente ai Beni Archeologici della Sardegna Azzena, defenestrato a meno di un anno dalla sua nomina.
Il suo posto è stato preso da interim da un nuovo dirigente il quale, oltre a gestire le soprintendenze di Cagliari-Sassari (con sede centrale, chissà perchè, trasferita a Sassari), gestisce anche le soprintendenze della Toscana e del Friuli.
Secondo fonti giornalistiche (cfr La Nuova Sardegna) peraltro mai smentite, sembra che l'ex Soprintendente Azzena risultasse sgradito sia al Governatore Soru che al Soprintendente Regionale.
Voci al momento non confermate parlano di questioni riguardanti le procedure di adempimenti propri della Soprintendenza per le aree di Tuvixeddu e (udite udite) l'area su cui dovrebbe sorgere il Betile.
Sempre secondo queste voci, parrebbe che sia stata richiesta una procedura d'urgenza da parte della RAS per l'espletamento degli adempimenti mentre il Soprintendente abbia posto in essere la procedura standard.
La defenestrazione di Azzena ha, peraltro, completamente paralizzato la struttura sarda della Soprintendenza Archeologica per via dell'assegnazione ad interim della carica ad altro funzionario (sempre ad interim), già oberato di responsabilità.
Paralisi che, maliziosamente, potrebbe essere interpretata come un voler mettere fuori gioco la Soprintendenza che, sino ad oggi, ha svolto il suo compito egregiamente anche se non è stata d'accordo ad ampliare i vincoli voluti dalla RAS su Tuvixeddu.
Stanti così le cose e confermate le voci saremmo davanti ad uno scenario agghiacciante: un legame assolutamente non trasparente tra potere politico ed amministrazione.
Più prosaicamente viene da pensare che sia per Tuvixeddu che per il Betile vi sono in ballo molti soldi e quindi non sarebbe male per tutte le parti in causa fare assoluta chiarezza sulla vicenda per dovere verso i cittadini che potrebbero prendere delle decisioni assolutamente deleterie per l'odierna classe politica.
Esattamente come è successo ultimamente.

Ultim'ora: su questa vicenda vi do appuntamento a lunedi, giorno in cui avrò a disposizione, con tutta probabilità, molti più fatti certi di quanti ne abbia adesso.

17 aprile 2008

I conti della serva

Un calcolo attendibile dimostra che il mancato introito per
l'abolizione del bollo
sui i veicoli potrebbe essere riassorbito con
un aumento
delle accise sul carburante di circa 10 centesimi al litro.
Secondo voi come va a finire?

La colpa è sempre degli altri

La politica, da qualche decennio, mi dà il voltastomaco.
Oggi ancora di più.
Mi ritengo un ex della politica che ha abbandonato nel momento in cui la base degli ideali sociali che hanno sempre fatto nascere qualsiasi movimento politico, sono stati sostituiti da nuclei al vertice capaci unicamente di autoriproduzione e perpetuazione di se stessi.
Detta in termini volgari: restare attaccati alla poltrona. Costi quel che costi.
Partendo da queste basi ho giurato a me stesso che non mi sarei più interessato di politica attiva: troppo schifo, troppi personaggi tesi ad avvitarsi nella poltrona, troppa demagogia e zero interesse ai problemi reali della gente e dei luoghi in cui vivono.
Preferisco essere fuori dal coro; non avrò prebende politico-economiche ma almeno posso ancora guardarmi allo specchio, contrariamente a molti (finti) politici.
Sia ben chiaro che non tutti sono degli arraffoni e qualcuno ancora abbastanza stupido a credere a degli ideali c'è (diversamente andrebbe già tutto a pu****ne).
E proprio perchè qualcuno di ideali dimostra di averne ancora, ritengo sia giusto venga difeso dai soliti regolamenti di conti che si hanno quando si incassano delle scoppole clamorose come quello della sinistra a queste ultime elezioni.
Premetto che, quando frequentavo la sinistra (quella vera e non quel blob che ha fatto si che un'intera corrente politica diventasse extraparlamentare), i personaggi che ora invocano la resa dei conti, giocavano, con tutta probabilità, ancora con le figurine e questo mi dà moralmente l'autorizzazione ad esprimere la mia opinione che, in qualsiasi caso, esprimerei essendoci ancora riconosciuta la libertà di opinione.
Personalmente trovo meschine le dichiarazioni del sig. Michele Piras, in arte segretario regionale del PRC, nei riguardi di Claudio Cugusi.
Meschine perchè riflettono, purtroppo, il solito modus operandi del partito (partiti) di scaricare sugli altri le colpe comuni o, se preferite, eliminare tutti coloro che non la pensano come i sommi sacerdoti che dirigono i partiti dalle loro scrivanie.
Prassi normale in una buona parte della sinistra da qualche decennio a questa parte; ragione principe per cui ho preferito trovarmi un lavoro vero anzichè portare avanti le mie idee politiche e, magari, fare anche carriera.
Conosco personalmente Claudio Cugusi e lo ritengo un sognatore, una persona che si sbatte a fare politica dal basso, coi cittadini qualunque e parlando con un linguaggio comprensibile.
Devo riconoscere a Claudio la capacità di avermi convinto ad interessarmi nuovamente (seppure in modo non più attivo come un tempo) alla politica e gli va riconosciuto il merito innegabile di aver dato visibilità pubblica al problema degli schiavi dei call center parlandone con un linguaggioo di tutti i giorni e quindi facilmente comprensibile a tutti.
In linea di principio non sono d'accordo su alcuni metodi di approccio da parte di Claudio in alcune tematiche ma questo unicamente perchè, personalmente, avrei agito con metodologie diverse (probabilmente picchiando più duro) e non per questioni ideologiche.
Forse l'unico difetto di Claudio è il non aver capito che anche per lui il giorno ha solo 24 ore. Come tutti.
Al signor Michele Piras vorrei chiedere invece di farsi un buon esame di coscienza e, nel caso di dimissioni, di dare il buon esempio facendo lui per primo le valigie rassegnando le dimissioni.
Questo perchè, quando una qualsiasi organizzazione fallisce nei suoi scopi, la colpa principale è della dirigenza che non è stata in grado di svolgere il suo lavoro correttamente, d'altrone i dirigenti sono messi li per dirigere mica per scaldare sedie.
Vorrei inoltre consigliare al sig Piras di ritornare in strada ad ascoltare la gente comune, magari i cittadini che vivono dalla parti di via S. Avendrace così magari capirà che i loro punti di vista sono differenti dai suoi e da quelli che il suo partito ha piazzato dentro la RAS ed hanno contribuito al vostro affossamento.
Si chiederà come mi permetto a scrivere queste cose.
Molto semplice: io ero un suo datore di lavoro (ho votato per il partito che lei rappresenta) e come tutti i datori di lavoro quando un suo dipendente non svolge il suo lavoro correttamente, lo licenzia.
Cosa che ho fatto togliendovi il mio voto per incapacità e, mi creda, fatti alla mano, non sono stato il solo.

15 aprile 2008

Hic!

Come volevasi dimostrare, la vicenda di Velenitaly si è dissolta nelle nebbie.
Cosa normale per un paese come il nostro e poi, diciamocela francamente, troppi interessi in ballo.
Il mercato vinicolo di esportazione in pericolo, carriere in bilico ed altro..
Che lo Stato non mostri di prendersela poi così tanto calda per la vicenda è comprensibile.
Sapete che su ogni litro di alcool per alimenti ci guadagna, tra tasse (IVA) e accise varie la bellezza di 9.76 euro?
Per ogni litro.
Considerando che nel 2000 (unici dati certi reperiti) il consumo di superalcolici è stato di 48 milioni di litri, fate una media per individuare a quanti litri di alcool corrispondono e vedrete che il calcolo vi porterà dalle parti di oltre 100 milioni di euro di guadagno.
Secondo voi, chi ha interesse ad uccidere (o solo danneggiare) la gallina dalle uova d'oro?

A proposito di vini, ricordando quanto postato come commento ad un mio articolo precedente da parte di un enologo, ho avuto la brillante idea di parlare con dei produttori di vino che vivono nella mia zona i quali, appena sentita la domanda su quali sostanze chimiche utilizzavano per produrre vino, hanno strabuzzato gli occhi e sono andati di corsa a cercare la roncola....

Tuvixeddu: la vendetta del colle

Potrà sembrare strano ma anche Tuvixeddu ha avuto la sua parte nel risultato elettorale.
No, non si tratta di teorie fantascientifiche, è solo una considerazione nata ascoltando tanta gente comune che vive nella zona, cercando di capirne i loro bisogni e le loro aspettative.
Sulla vicenda di Tuvixeddu, la sensazione diffusa percepita da chi abita nelle vicinanze è stata di un'imposizione dall'alto fatta a prescindere da qualsiasi considerazione sulla sostenibilità di un progetto che era stato ampiamente visto, rivisto e totalmente condiviso da tutte le parti.
Il blocco tout court voluto dalla RAS che ha posto la tutela ambientale-paesaggistica anche sul nulla archeologico, impedendo la realizzazione di qualsiasi cosa, è stato visto come un fermare tutto e lasciare le cose come sono.
Chiunque abbia occhi per vedere, si accorge che alla base del colle vi sono, si delle vestigia (peraltro ampiamente protette dai vincoli posti dalla Soprintendenza Archeologica) ma tutto è lasciato nel più completo abbandono rafforzando così il regno dei ratti & scarafaggi che imperano quasi ovunque.
Giustamente, tenendo conto di questa realtà, i cittadini che vivono nel quartiere non se ne fanno niente di un'area in cui, in tantissimi punti vi è il nulla archeologico e l'esistente degradato ed in tanti si sono trovati d'accordo sulle edificazioni partendo dal concetto che è meglio costruire qualcosa che porta sicuramente alla pulizia del luogo, piuttosto che mantenere il posto degradato com'è ora.
Invece no: tutta la torma di "paladini del colle" ha deciso che le cose dovevano essere lasciate com'erano, anzi, anche le aree adiacenti non dovevano essere toccate. A qualsiasi costo.
E così, con la solita politica da bulldozer, una certa fascia di una corrente politica che oramai non ha più nessuna rappresentatività parlamentare, ha posto in essere una politica di blocco.
Il solito lasciate tutto com'è, poi penseremo sul da farsi.
La cosa che ho trovato scandalosa è stato il non aver mai voluto ascoltare il vox populi, la gente comune; il comportarsi di questi personaggi autoritenutisi "gli eletti" (non in senso politico, s'intende) che, evidentemente per grazia divina o quant'altro, che hanno deciso "per" e "al posto di" coloro i quali quotidianamente vivono nel quartiere. Come se i comuni cittadini non contassero nulla.
Così associazioni ambientaliste, verdi, sinistre più o meno a sinistra, sinistrosi, esperti (più o meno tali), intellighenzia simil gauche, hanno detto un no globale senza avere una reale alternativa da proporre.
Che ci piaccia o meno, ci troviamo tutti a dover vivere con l'obbligo di proporre alternative sostenibili: i voli pindarici di utopie irrealizzabili sono estinti dappertutto.
Questa politica del no a tutti i costi e costi quel che costi, lasciando, nel frattempo, tutto fermo ha indispettito il cittadino comune che, in questa vicenda di Tuvixeddu si è sentito tagliato fuori, emarginato oltre che essere imbonito con false verità sparate in prima pagina.
Il trovarsi in casa gente che si è messa a decidere per conto dei residenti ha dato molto fastidio agli abitanti del quartiere; in occasione dell'ultima manifestazione (?) organizzata davanti al cantiere Cocco da parte di questi "paladini del colle" ho visto di persona abitanti del quartiere mandare a quel paese questi epici personaggi che, con fare molto supponente, portavano la loro sacra parola come evangelizzatori in mezzo a tanti ignoranti.
E' ovvio che, nel momento in cui si portano avanti certe politiche impositive senza un adeguato confronto, si corre sempre il rischio che chi ti ha mandato al potere, convinto che le cose potessero cambiare, un bel giorno ti revochi la fiducia e ti mandi a casa.
Anche per quisquilie come Tuvixeddu.

Una vita insieme

Una coppia di ultracentenari di Orroli sono andati a votare.
101 anni lui e 99 lei.
Stanno insieme da 76 anni.
Li invidio.

13 aprile 2008

Le regole calpestate

Come tutti i giorni, anche oggi il solito giro d'orizzonte sui vari quotidiani online.
Giorno di elezioni e fair play di tutte le testate sul voto: commenti sulla passata campagna elettorale, analisi dei programmi (l'ennesima), notizie sui seggi.
Nulla che possa somigliare ad una campagna elettorale diretta; anche perchè è vietata dalla legge.
Tutti hanno rispettato le regole, tranne uno: il Giornale.it che spara in prima pagina (o main page se preferite), un appello a non farsi imbrogliare con un neretto sui danni (presunti) fatti dal governo uscente.
Questo si chiama fare campagna elettorale attiva in un momento in cui è vietatissimo per legge ma, sopratutto è un violare le regole.
Cosa che, vista la proprietà della testata (area Cdl), purtroppo non è una novità.
Si da il caso che, quando si arriva a questo è segno che si è alla canna del gas, democraticamente parlando.
Traete voi le conclusioni e regolatevi di conseguenza.
c.f.r.: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=254291

10 aprile 2008

Spirito DiVino e altre storie

Mi sfugge qualcosa.
Ho letto dei commenti al mio articolo precedente che mi stanno dando da pensare.
Mi sembra che il tutto si stia restringendo al fatto che, se la legge lo consente, si possono usare tutti gli additivi del mondo.
Un commento si basa, sopratutto su tre punti:
1- Le sostanze ritrovate nel (si fa per dire) vino sequestrato essendo consentite per legge, si possono usare e, come sempre, i magistrati non capiscono niente (Corpo Forestale & NAS idem) a quanto sembra.
2- Nessun prodotto alimentare è immune dagli "additivi"
3- Il vino (??) in fondo è solo annacquato.
Sicuramente mi sono perso qualcosa o hanno cambiato il mondo e non me ne sono accorto.
Innanzitutto mi sembra che si stia tentando di spostare l'attenzione dalla luna al dito che la indica, nel senso che queste precisazioni mi puzzano di difesa d'ufficio, utile, come sempre accade quando ci sono di mezzo i soldi (se no a che servono le truffe?) per salvare facce, benefit presenti & futuri e (qualche volta anche) fedine penali.
Con questo non voglio assolutamente dire che chi porta simili argomentazioni sia "in combutta" con questi (eufemismo) truffatori; voglio solo dire che sono le argomentazioni che sembrano nascondere una difesa d'ufficio.
Per il secondo punto c'è soltanto da gioire: visto che di additivi sono pieni tutti i cibi, mettiamone anche nel vino, tanto la legge lo permette.
Se poi fosse "solamente" annacquato, pensate che la cosa si possa minimizzare come si tenta di fare?
Mi sembra di ricordare che per reati di questo genere nell'antichità ci andavano giù pesanti; oggi, grazie alla globalizzazione (termine usato per nascondere ogni genere di nefandezza) il reato viene, a quanto si legge, moralmente derubricato.
Stiamo cadendo sempre più in basso.
Vorrei farvi un esempio mutuato dal mondo dello spettacolo, settore dove ne potrei raccontare delle belle.
Per lanciare un prodotto (oggi è definito così un artista), è necessario che la critica ne dia un giudizio positivo.
Capita (più spesso di quanto si pensi) che ci si ritrova a dover lanciare dei prodotti "discutibili" (leggere bidoni che non sanno nemmeno cantare) i quali, senza l'imprimatur degli "addetti ai lavori", sarebbe difficile lanciare se non nel cassonetto.
Quindi si fa recensire il prodotto da un esperto che ne loda le qualità intrinseche, l'eccezionale caratura artistica, l'intrinseco valore e amenità assortite (purchè abbastanza roboanti), quindi, forti di questa presentazione, lo si lancia nel mercato sapendo benissimo che il grosso pubblico soffre della sindrome di emulazione e quindi correrà ad acquistarlo.
Trattasi del solito "se piace ad un fico, deve piacere anche a me, diversamente non sono un fico e lo voglio essere".
Un discorso da tamarri di periferia ma, purtroppo questa è la legge dei grandi numeri: se pubblicizzi bene e abbastanza un prodotto, questo magicamente diventerà quello che vuole sembrare (agli occhi dell'acquirente medio).
E' chiaro che sto parlando di grandi numeri, di massa e non di singoli che usano ancora il proprio cervello per ragionare.
Se poi, per caso, qualcuno scopre che il nostro prodotto (artista) è fasullo (non canta veramente lui, oppure altro) e pubblica la notizia, i primi che ci rimettono in credibilità sono i critici e, con la credibilità, spesso, ci rimettono anche una grossa fetta di benefit (sempre ufficiosi).
Si sa che il critico, se non riceve uno stipendio, deve trovarsi un lavoro vero.
Quindi vien da sè che, in casi come questi, per primi i critici cercano di buttare acqua sul fuoco a più non posso; ciò non per salvaguardare il prodotto, bensì per salvaguardare loro stessi.
Questa si potrebbe chiamare la parabola della proprietà della moltiplicazione: cambiando l'ordine dei fattori (artista, vino, eccetera), il prodotto non cambia.
Niente di nuovo sotto il sole (purtroppo).

In Vino Veritas.... Nomi & Cognomi

Velenitaly, contrariamente a quanto dipinto da tutta una serie di personaggi chiaramente assoggettati a quella che chiamano comunemente la "lobby dell'alcool", è (purtroppo) una realtà ben solida.
E con tanto di inchiesta e sequestri.
E finalmente saltano fuori i nomi invischiati in questa poco edificante vicenda.
A seguire l'elenco delle aziende che il pm di Taranto Luca Buccheri ritiene abbiano acquistato quell'intruglio che dovrebbe somigliare (secondo loro) al vino e l'hanno imbottigliato.
Se per caso, acquistando al market una bottiglia di vino vi capita sotto gli occhi una di queste ditte, pensateci bene prima di mettere il prodotto nel carrello.
Ovviamente le responsabilità di queste ditte sarà da provare in sede giudiziaria ma, considerando che alcune di queste siano recidive nel ramo, l'ordinanza di sequestro qualcosa vorrà pur dirla.

Riporto parte del decreto di sequesto firmato dal pm Luca Buccheri cui fa seguito l'elenco delle ditte (cantine?) che hanno acquistato il (si fa per dire) vino incriminato.

"...Le emergenze investigative fino a oggi fanno ritenere che le imprese in un unicum delinquenziale abbiano allestito un'intensa attività di sofisticazione di prodotti vinosi, attuata mediante plurime violazioni della normativa, aggiunte e addizioni di sostanze acide e/o estranee alla natura del "vino" alcune delle quali della massima pericolosità per la salute umana (...) detenendo e verosimilmente utilizzando acido cloridrico, solforico e fosforico che risultano essere acidi minerali forti a elevata concentrazione, pericolosi perché tossici, corrosivi e infiammabili. (...) Quanto alla elevatissima concentrazione con cui erano detenuti gli acidi cloridrico e solforico, nonché acido citrico, acido tartarico, fosfato monoammonico, fosfato biammonico, solfato di ammonio, lieviti, enzimi, glicerina (...) in modo da rendere il prodotto pericoloso per la salute pubblica. (...) È incontestabile il fumus dei reati, per le circostanze di falsificazione documentale unite a quella della più che verosimile adulterazione di un prodotto che (già prima dell'ultimo rinvenimento di ulteriori acidi tossici).....

L'elenco delle ditte che secondo il pm hanno acquistato il vino sotto inchiesta

Vinicola Marseglia Ortanova (Foggia)
Cantina Sgarzi Castel San Pietro (Bologna)
Cantine Soldo Chiari (Brescia)
Cantine Borgo San Martino La Morra (Cuneo)
Morettoni Spa Santa Maria degli Angeli (Perugia)
Acetificio Pontiroli San Felice sul Panaro (Modena)
Nuova Commerciale Ovada (Alessandria)
Coppa Angelo & f. snc Doglieni (Cuneo)
Vinicola Santa Croce Monteforte d'Alpone (Verona)
Azienda Agricola Rizzello spa Cellino San Marco (Brindisi)
Cantina Campi Seclì (Lecce)
Cooperativa tre produttori Latiano (Brindisi)
Casa Vinicola Poletti Imola (Bologna)
Sarom Vini srl Castel Bolognese (Ravenna)

Andiamo bene....

09 aprile 2008

Il possibile tarocco

Avevo giurato a me stesso che non avrei parlato di elezioni ma una considerazione mi ha fatto cambiare idea.
Molti di voi stanno pensando, forse giustamente, di non andare nemmeno a votare o votare scheda bianca.
Confesso che ho avuto anche io la stessa idea ma poi un pensiero mi ha fatto riflettere.
Che fine fanno le schede bianche, ovvero quelle degli elettori che non vanno a votare o non votano?
Sono bianche, senza nessun segno e quindi si prestano a qualsiasi utilizzo.
Si, avete capito bene: si prestano a qualsiasi utilizzo, compreso quello di porre, a "sentimento", una croce su un simbolo.
Adesso capisco perchè si fa tanto baccano sui brogli elettorali: le schede bianche da riempire fanno gola.
Evidentemente chi grida ai brogli lo fa perchè ha una discreta esperienza in materia ed ha paura che qualcun altro lo imiti, rendendogli pane per focaccia (che schifo n.d.r.).
Quindi, cari lettori, andate a votare.
Se proprio non avete il coraggio di turarvi il naso e votare il meno peggio sulla piazza (quale sia il meno peggio è un'opinione strettamente personale e non amo fare propaganda politica), scriveteci quello che volete ma, per carità: non votate scheda bianca.
Fareste il gioco di chi sta finendo di affossarci la reputazione cercando di ricorrere a tali ignobili mezzucci che ci qualificano come una repubblica delle banane (se non peggio).
Personalmente voterò il partito che non ha candidati condannati, voi chi riterrete più meritevole del vostro voto.
Votate quello che volete ma non scheda bianca.
A costo di sembrare pedante, ricordate che una cosa è la scheda nulla (non può, in nessun modo essere conteggiata) ed un'altra cosa la scheda bianca (può essere taroccata).
Quindi tutti a votare e speriamo bene.

08 aprile 2008

I computer sono simili all'uomo?

I computer non saranno mai davvero comparabili all'uomo finché uno di loro non commetterà un errore e cercherà di dare la colpa ad un altro computer.

Neanche gli Dei.....

Secondo me i negozi dovrebbero richiedere un attestato di idoneità a tutti coloro i quali vogliono acquistare un computer; idem dovrebbero fare gli internet provider (Telecom, Fastweb, eccetera) prima di allacciare una linea ADSL.
Questo è un pensiero che mi è venuto oggi dopo una telefonata di un amico che va sicuramente raccontata.
Stamane mi chiama questo amico (taccio il nome per non esporlo al perenne ridicolo) il quale mi pone il seguente quesito:
"Ho ricevuto una mail da BancoPosta che mi chiedeva di reinserire la password sul mio conto".
"Non è che hai fatto quello che ti hanno chiesto, per caso?" domando un pelino preoccupato (per lui).
"Si, ho fatto male?" mi risponde serafico.
".....?!.." il mio commento.
Immaginando che oramai il contenuto del suo conto si è volatilizzato, gli chiedo di girarmi la mail che ha ricevuto, se non altro per avere la conferma dei miei sospetti.
Ecco il contenuto della mail riportata alla lettera col copia&incolla:

"Caro cliente stimato,
Recentemente abbiamo determinato che il calcolatore differente
avesse annotato nel vostro client di operazioni bancarie in linea
ed i guasti multipli di parola d'accesso erano presenti prima degli
inizio attivitа.
Ora abbiamo il bisogno di riconfermare le vostre informazioni di
cliente a noi. Se questo non и completato all'interno di 48h, saremo
costretti a sospendere il vostro cliente mentre puт essere comrpomesso.
Vi ringraziamo per la vostra cooperazione in questa materia.
Accedi prego al seguente collegamento per completare la verifica:
https://bancopostaonline.poste.it/bpol/CARTEPRE/formsLOGIN.aspx/
Grazie per la vostra attenzione del promt a questa materia.
Capisca prego che questa и una misura di sicurezza significata
per contribuire a proteggere voi ed il vostro cliente.
Chiediamo scusa per eventuali inconvenienti.
Se scegliete ignorare la nostra richiesta ci non
lasciate scelta ma temporaneamente sospendere il vostro cliente.
Grazie di utilizzare Poste.it"


Ora, ditemi voi se si può essere tanto stupidi quanto un copertone per dare retta ad una missiva scritta in un (si fa per dire) italiano sgrammaticato, lampante dimostrazione dell'inutilità dei traduttori di Google.
Al di là delle risate che mi sono fatto leggendo un simile obbrobrio, mi intristisco pensando a quanta gente (che gode anche di un discreto Q.I.) legge una cosa simile e ci casca.
Capirei se fosse almeno scritta in un italiano decente ma qui siamo alla macchietta.
Datemi retta: ricordate SEMPRE che nessun ente (meno che mai quelli che custodiscono i vostri risparmi) vi chiederà dei dati sensibili per posta (elettronica o normale) e, meno che mai per telefono.
Se vi capitassero richieste del genere, cestinatele subito e non pensateci più.
Se dovete dare dei dati sensibili, andate di persona e fate qualificare il funzionari che ve le chiede.
E' meglio per voi.
Come diceva Isaac Asimov, grande scrittore di fantascienza:
"Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità".

04 aprile 2008

In vino veritas....

L'Espresso online ieri pomeriggio verso le 17 ha pubblicato in anteprima un articolo che uscirà sul numero cartaceo di domani dal titolo inquietante di Benvenuti a Velenitaly in cui si racconta della peggiore sofisticazione alimentare della storia italiana.
L'articolo completo lo potete leggere qui:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967&ref=hpstr1
Inoltre ha pubblicato l'articolo sulla persunta sofisticazione del famoso (e costoso) vino Brunello da Montalcino qui:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Nel-Brunello-ce-il-Tranello/2012048

Vista la gravità del fatto (dettagliatamente documentato dal giornalista) mi sarei aspettato una discreta risonanza, sopratutto sul primo articolo, da parte degli altri media ed invece....
Leggendo oggi le (poche) varie testate, si parla (con toni abbastanza soft) solamente della notizia sulla sofisticazione del Brunello.
Ora, mentre per il Brunello si tratta unicamente (pare) di aver mischiato altre qualità di uve per ragioni di export (e di truffa) ma, alla fine, sempre di vino si tratta;
l'altro articolo denuncia una sofisticazione dove, in una bottiglia di vino ve ne è (forse) il 40%, per il resto c'è altro.
Questo mistero si svela non appena ci si ricorda che dal 4 al 7 aprile si è tenuta la rassegna di Vinitaly (da qui l'assonanza col titolo de l'Espresso) e questo spiega un sacco di cose, molte delle quali dette a mezza bocca che non sarà male riassumere per quanto non suffragate da prove che possano reggere in tribunale.
Scorrendo l'articolo su Velenitaly salta fuori un discreto numero di aziende coinvolte e SOPRATTUTTO una marea di negozi della grande distribuzione che hanno sicuramente acquistato queste partite di vino low cost.
Questo ci porta ad un classico italiano: l'omissione dei nomi che, per quanto possano dichiarare i vari ministri addetti (sanità & politiche agricole) non è dovuto alla necessità di ulteriori indagini bensì alla necessità di parare il c***o a questi farabutti che fanno i soldi a nostre spese ed hanno (sicuro come l'oro) delle lobby che permettono loro di nascondersi davanto all'opinione pubblica.
E' indubbio che il settore alcool (vini & affini) sia protetto da lobby potentissime, ma non solo, anche lo Stato Italiano ha tutto l'interesse a tenere in piedi il mercato.
Vi spiego subito il perchè: forse non tutti sanno quanto costa acquistare un litro di alcool puro per alimenti.
Ve lo dico io: 11 euro; il costo di produzione e vendita al netto è (al massimo) di 2 euro.
La differenza se la mette in tasca lo stato con le tasse e 8/9 euro per ogni litro comporta degli incassi importanti. O no?
Ecco perchè falliscono le campagne antialcool, o meglio: ecco perchè vengono realizzate delle campagne antialcool assolutamente inutili: ci rimetterebbero tutti un bel po' di soldi.
Un po' come se un bel giorno lo stato decidesse di far relizzare una rete di trasporti pubblici VALIDA ed inibisse totalmente il traffico nelle città.
Ma avete idea di quanti soldi ci rimetterebbe sul mancato introito di tasse sulla benzina risparmiata?
Vabbè, qualcuno direbbe che troverebbe un altro sistema per salassarci ma di questo ne parleremo un altro momento....
Torniamo a noi.
Dando uno sguardo alle cifre che si muovono nell'area vinicola viene subito da pensare che vi sia un buon movente per minimizzare la notizia del vino sofisticato; d'altronde soltanto con la vendita della produzione del vino taroccato sinora scoperto, si sorpassano gli 80 milioni di euro (accertata una produzione di 70 milioni di litri sino a questo momento).
Il mondo della vinicoltura fa girare cifre di molte centinaia di milioni di euro, validissima ragione affinchè la notizia venga silenziata il più possibile, anche perchè uno scandalo del genere farebbe andare a picco l'export del settore (basterebbe ricordarsi cosa successe col "vino al metanolo" col crollo verticale dell'export dei vini) ed anche il consumo interno.
Giusto per fare mente locale, provate a pensare a tutte le ditte che ci frantumano le p(censura)e con la loro pubblicità televisiva di vino in brik spacciandolo per chissà quale nettare low cost: se lo dovrebbero bere loro e non potrebbero più pagarsi la pubblicità, creando anche un danno in altri settori (non guadagnerebbero i media).
Una situazione classica dove l'utente finale (come sempre) si ritrova senza tutele sia per la salute che per il portafogli mentre i farabutti che mettono in piedi queste truffe intascano così tanti soldi da potersi permettere anche investimenti per produrre olio per ungere gli ingranaggi che potrebbero bloccare questo businness ultrasicuro (le pene per questi reati sono semplicemente ridicole) .
A coloro che magari si ritrovano questi brik di vino perlomeno dubbio potrei suggerirne l'uso alternativo quale liquido sturalavandino.
Visti gli acidi usati in questi vini magari funziona meglio del Viacal....

P.S. - Nel caso non lo sapeste l'acido cloridrico e l'acido solforico sono catalogati tra gli additivi alimentari (regolatori di acidità e antiagglomeranti) con la sigla E507 ed E513. Questo sta a significare che sono legalmente utilizzati in ambito alimentare.
Hic!

03 aprile 2008

Tuvixeddu: a colpi di carta da bollo - Parte 1

Ed alla fine, così come previsto in tempi non sospetti, si è arrivati alle inchieste giudiziarie sull'affare Tuvixeddu.
Trattasi di ben due inchieste per abuso d'ufficio che, per ora, sono contro ignoti.
Ovviamente si fa per dire ignoti in quanto l'istituzione su cui il sostituto procuratore Daniele Caria sta indagando è la RAS.
Il tutto nasce da due esposti portati avanti da Coimpresa riguardo le decisioni prese dalla RAS (leggere amministrazione Soru) sul futuro dei colli punici (Tuvixeddu) e sul progetto alternativo a Coimpresa redatto su base di planimetrie e foto aeree dall'architetto Gilles Clement costato la bellezza di 150.00 euro e pagato dalla fondazione Banco di Sardegna.
Secondo l'opinione del legale di Coimpresa non esiste nessun documento che comprovi l'assegnazione del lavoro di progettazione a Clement da parte dell'amministrazione RAS e che, trattandosi di un importo così alto vi sarebbe dovuta essere una gara pubblica per l'assegnazione.
Al riguardo, alcune fonti vicine all'amministrazione hanno ricordato che, trattandosi di un pagamento effettuato da privati (fondazione B.d.S.) la cosa è perfettamente legale. Hanno però omesso di specificare che, in mancanza di una richiesta ufficiale, non si capisce a quale titolo abbiano pagato un progetto; mi risulta alquanto improbabile che un architetto del calibro di Clement si sia svegliato una mattina ed abbia deciso di realizzare un progetto su Tuvixeddu da presentare al Festarch l'estate scorsa con magno plauso del nostro governatore e che poi la fondazione del B.d.S. abbia pagato il progetto.
Proprio sui pagamenti vi sono alcune cose poco chiare: alcune fonti riferiscono che Clement abbia incassato soltanto 50.000 euro e sia in attesa del saldo mentre altre asseriscono il contrario. Misteri italiani.
Effettivamente il progetto di Clement presta il fianco a troppi interrogativi che, prima di me, si sono posti i giudici del TAR (rileggetevi le sentenze, sono pubblicate più sotto).
Cronologicamente parlando, il progetto è saltato fuori (per bocca del nostro governatore) ben prima che la commissione deliberasse il blocco totale della zona del colle e questo ha portato a pensare che il futuro di Tuvixeddu fosse già scritto e gli atti susseguenti non fossero altro che una mera giustificazione burocratica di una volontà precedentemente espressa.
Inoltre tale progetto stride palesemente con quanto detto sui luoghi sia da parte della commissione (ricordate la'oramai mitica "cupezza" del colle?), sia da parte dei vari studiosi che si sono espressi a proposito (ed a sproposito) su come sarebbe dovuto essere stato conservato il colle.
Inoltre, nonostante sia tecnicamente possibile realizzare un simile progetto in così poco tempo, vi sono delle perplessità sulla tempistica di realizzazione: troppo poco tempo per un progetto di così vasta portata, si direbbe che l'architetto abbia avuto un input di realizzazione ben prima di quando se ne sia parlato ufficialmente per la prima volta.
In soldoni questo vuol dire che l'idea di cambiare la destinazione d'uso (uso questo termine forse poco elegante per semplificare) fosse di molto precedente a qualsiasi atto formale su Tuvixeddu, ovvero vi fosse una certa premeditazione nel tutto.
E' un'ipotesi che, leggendo bene nelle sentenze del TAR in materia, è balenata anche ai giudici amministrativi che hanno redatto la sentenza e, se è stato aperto un fascicolo sulla faccenda, evidentemente è una teoria che potrebbe avere un solido fondamento.
Ritornando all'importo pagato a Clement per il progetto, è curioso notare che a due mesi dalla presentazione del progetto, vi sono state delle nomine in RAS che hanno scatenato un terremoto tael da portare la RAS davanti al tribunale del lavoro per comportamento antisindacale, ovvero per dirla come si sussurra nei corridoi del palazzo della regione, finanziamento in cambio di nomine ma queste, voglio sottolinearlo, sono voci di corridoio e sino a quando non vi saranno dei riscontri oggettivi, vanno trattate come tali;
anche se tale ipotesi è stata ripresa da due dei più importanti quotidiani sardi.
Giusto per non appesantire l'articolo, gli altri punti su cui vertono le due inchieste li affronterò più avanti.
Vorrei concludere facendo alcuni conti:
costo del progetto di Gilles Clement: 150.000 euro
spese processuali per sentenza TAR: 25.000 euro
e per ultimo:
probabile risarcimento danni richiesto da Coimpresa: 25.000.000 (venticinquemilioni) euro
Ovvio che per non pagare un tale risarcimento ci si appellerebbe anche alla corte suprema di Marte.
O no?

02 aprile 2008

Tuvixeddu: il punto sulla situazione

E dopo aver cucinato il nostro pesce d'Aprile, nato per sorridere un po' su di una faccenda che fa solo piangere, ritorniamo alle cose (si fa per dire) serie.
Ulteriori novità su Tuvixeddu non ve ne sono, a parte l'attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sulla sentenza del TAR Sardegna. Nel frattempo tutto bloccato.
A tale proposito vi è stato tutto un costituirsi a sostegno del ricorso della RAS al C.d.S., tutti con motivazioni variegate ma con una base comune.
Come dire che, se il C.d.S. darà ragione alla RAS, tutti (o quasi) vivranno felici e contenti.
Causa campagna elettorale molti degli attori di questa vicenda, da me interpellati, hanno dato delle risposte vaghe quando proprio non hanno glissato sull'argomento.
Chissà perchè......

01 aprile 2008

SENSAZIONALE! Tuvixeddu: scoperto insediamento preistorico

Cosa da non credere!
Il colle di Tuvixeddu regala una sensazionale scoperta che metterà a rumore l'intero mondo dell'archeologia.
Un'equipe archeologica internazionale capitanata dall'archeologo francese di fama internazionale, prof. Avril de Poisson ha effettuato un'incredibile scoperta nel canyon che taglia in due il colle; proprio dove era certificato che non vi era nessun reperto di rilevanza archeologica, l'equipe ha rinvenuto, in alcune cavità, una serie di ossa ed oggetti in pietra risalenti, sembra, all'era cro-magnon, perfettamente conservati.
Si parla quindi di vestigia presitoriche risalenti a circa 30.000 anni orsono.
Ho avuto la fortuna di poter rivolgere qualche domanda al Prof. Avril de Poisson (grazie ad un interprete) che, gentilmente, mi ha spiegato il significato della scoperta e come questa è avvenuta.
Tutto, racconta il prof. de Poisson, è nato dall'esame della stratigrafia che si è creata con lo scavo che poi ha originato il canyon artificiale; casualmente, alcune foto sono state esaminate da alcuni suoi studenti i quali, tramite un software specializzato, hanno evidenziato delle tracce che potevano benissimo essere resti di insediamenti presitorici. Una successiva serie di fotografie termografiche effettuate in loco ha confermato la possibilità trasformandola in certezza.
Data l'eccezionalità della scoperta il prof. Avril de Poisson ha iniziato le prospezioni stratigrafiche nel più assoluto riserbo sino ad arrivare allo scoprire, dietro qualche metro di scavo una cavità ove sono state ritrovate parecchie ossa, alcuni crani ed alcuni oggetti lavorati in pietra insieme a (parrebbero) alcune punte di ossidiana (presumibilmente punte di lance o frecce).
Tutti gli oggetti ritrovati sono stati messi immediatamente al sicuro mentre alcuni paleontologi di fama internazionale sono già in volo verso Cagliari per poter confermare la datazione dei ritrovamenti.
Tutta la zona è stata recintata ed è stato posto un cordone di sicurezza per impedirne l'accesso.
Il Prof. Avril de Poisson ha in programma di tenere una conferenza stampa nei prossimi giorni, non appena la prova del carbonio C14 darà la conferma assoluta in termini temporali della sua sensazionale scoperta.
Ascoltando i commenti dell'equipe scientifica del Prof. de Poisson, sembra di capire che il ritrovamento dei crani porti ad una riconsiderazione completa dello sviluppo degli insediamenti umani in Europa e che, comunque si tratta di un ritrovamento che, basandosi sulle teorie precedenti, non sarebbe dovuto avvenire perchè quel tipo di esseri umani (o umanoidi) non avrebbero dovuto esistere in questa zona.
E' comunque certo che nella zona del ritrovamento vi siano altri resti che saranno portati alla luce quanto prima.
Sembra proprio che il colle di Tuvixeddu celi un tesoro che abbiamo appena iniziato a scoprire.
Ne sapremo di più i prossimi giorni.