15 novembre 2006

Lapidatemi pure

Sono un fumatore e sono un impiegato statale: questo basta per entrare di diritto nella categoria dei candidati alla lapidazione.
Eh gia’, oggi va di moda sparare addosso sia sparare addosso agli impiegati statali, perche’ sono dei nullafacenti ed ai fumatori che rientrano nella strana categoria di perseguitati senza una ragione precisa.
La cosa che fa ridere, o piangere, a seconda dei punti di vista, e’ che parlano persone che dovrebbero stare zitte ma, dato che in Italia, chi piu’ strepita, ha sempre ragione, questi personaggi hanno il diritto di parola occupando ogni interstisio della comunicazione e, ben si sa, chi riesce ad infilarsi nella comunicazione ha, automaticamente, ragione.
Vediamo di analizzare le due categorie.
L’impiegato statale e’ quella persona, pagata solitamente poco, che cerca di svolgere un lavoro quotidiano cercando di districarsi nel ginepraio di leggi, leggine, circolari assolutamente incomprensibili che regolano il suo lavoro. Inoltre deve produrre la sua quantita’ giornaliera di carte giacche’ in Italia e’ categorico redarre qualsiasi cosa in triplice copia. E’ ovvio che gli uffici si sono aggiornati ed e’ venuto in aiuto al fannullone, pardon, impiegato statale, l’informatizzazione. Siccome in Italia le cose vengono fatte sempre come si deve, agli impiegati hanno appioppato un computer senza neanche dire loro a cosa serve, tranne la richiesta di stampare in triplice copia qualsiasi cosa venga lavorata su un computer. Oltre questo ci sarebbe da considerare che l’organizzazione statale risente ancora di un influsso generato dal socialismo sovietico, ovvero livellare (verso il basso) tutto il personale per poi, a chiacchere, parlare di meritocrazia. Pero’, in compenso, l’impiegato statale svolge il delicatissimo incarico di cavia finanziaria nel senso che e’ il primo a sperimentare sulla sua pelle la metodologia di risanamento dei conti pubblici praticata dal Governo di turno. Ovvero garantisce un gettito garantito fondamentale per ridurre il debito pubblico. Ovviamente, sterminando finalmente la categoria degli impiegati statali in quanto nullafacenti, si creerebbe uno squilibrio finanziario-biologico, nel senso che, sparendo questa categoria sparirebbe anche un introito sicuro che ha permesso, sino ad oggi, allo Stato di non dichiarare fallimento, perche’ tolti gli impiegati (statali e non) ed i piccoli imprenditori, chi paga le tasse in Italia?
Il fumatore, categoria ghettizzata e, tutto sommato mite, rappresenta il bersaglio ideale per tutti i poveracci (di spirito e di idee) che, frustrati dal fatto che non rappresentano nulla, finalmente possono dire qualcosa e potersi rivalere almeno una volta nella loro vita. E’ stata creata una legge (giusta) che protegge i polmoni dei poveri lavoratori dai nafasti effetti del fumo passivo e, nel contempo la stessa legge ha stabilito di creare delle aree nei posti di lavoro (ghetti) dove potersi fumare una sigaretta ma, dato che questa realizzazione ha un costo, non esistono aree del genere da nessuna parte. Ecco che quindi la legge non viene rispettata ma il fumatore non ha la stessa grinta del non fumatore (fa chic denominarli non tabagisti) e si adatta alla situazione. Pero’ il non fumatore, ritornato nell’anonimato, ha deciso che, essendo il fumatore un personaggio (stranamente e miracolosamente) accomodante, di continuare a dargli contro per riavere un briciolo di visibilita’ e si e’ inventata una nuova persecuzione: ridurre lo stipendio a chi fuma. Se fossi una mosca e potessi girare nei vari uffici vedrei si, i fumatori che si fumano una sigaretta rubando (si fa per dire) dieci minuti o anche venti al lavoro ma vedrei anche tantissimi non fumatori che spariscono (come minimo) delle mezze ore (anche a piu’ riprese) per rilassarsi davanti ad un caffe’ oppure per fare la spesa al market vicino o, come accade spesso, sparire nel nulla per poi, a fine mese incassarsi lo stipendio ed anche straordinari fatti senza passare per il posto di lavoro.
Lapidatemi pure pero’ attenzione: prima di soccombere potrei accendere delle Fiamme, magari Gialle. Allora si che ci sarebbe da ridere.

12 ottobre 2006

Accattonaggio si, accattonaggio no

Ci si dibatte sul tema: accattonaggio si, accattonaggio no. A nessuno passa per l'anticamera del cervello una domanda: accattonaggio perche'?
Gia' il problema e' proprio questo: il perche' dell'accattonaggio. Personalmente sono contro l'accattonaggio ma questo non mi vieta di tentare di esaminarne le ragioni e le cause. Di sicuro un essere umano non si sveglia la mattina e decide di fare l'accattone o il barbone; i soldi e comodita' oramai fanno (farebbero, visti i tempi) parte del patrimonio genetico dell'essere umano occidentale e siccome (di solito) non si va contro natura, qualcosa deve essere successo per trasformare un essere umano piu' o meno integrato nella societa' in un barbone o accattone.
Nella mia vita ho imparato che anche una grande volonta' puo' spezzarsi, che si puo' arrivare ad arrendersi e farsi trascinare via dalle rapide della vita con la sola idea di sopravvivere. In fondo basta poco: non trovare una parola di conforto, vedersi crollare sotto gli occhi tutto quello in cui si credeva; un colpo basso della vita da cui non ci si riprende piu'.
Non credo nelle associazioni che si dedicano ai barboni (che da adesso in poi chiamero' disadattati in quanto i termini barboni e/o accattoni mi intristiscono), purtroppo questi personaggi sono irrimediabilmente persi, si puo' soltanto tentare di lenire la loro immensa poverta' esteriore ed interiore ma finisce li'. E' un problema di fiducia: hanno perso la fiducia in noi, non credono piu' nel prossimo e quello che fa piu' male da ammettere e' che la colpa e' solo nostra: dell'egoismo che abbiamo (me compreso), del tempo che dedichiamo a cose inutili, al parlare senza prenderci la briga di ascoltare gli altri. I disadattati sono, in fondo, la prova vivente e vagante della nostra cattiva coscienza a cui diamo un euro, convinti di poterci mettere la coscienza in pace, esseri a cui abbiamo forse negato un sorriso, una parola (non ci sarebbe costato nulla) che sarebbe bastato per aiutarli a non arrendersi. In fondo il tema accattonaggio si o no e' solo un chiedersi se vogliamo nascondere la nostra cattiva coscienza oppure no.
Fatemi sapere che ne pensate.

06 settembre 2006

Buchi con asfalto intorno

L'altro giorno leggevo nel Blog di Claudio (Cugusi) alcune righe sullo stato delle strade di Cagliari e dintorni. Oggi ho lasciato nelle mani del meccanico 870 euro per avantreno, semiassi, cuscinetti, ammortizzatori et similia. Dopo che il meccanico e' riuscito a far rinvenire me ed il mio portafogli, mi ha spiegato che la meccanica e' andata in malora grazie ai buchi che centro ogniqualvolta viaggio in macchina. Voi direte, ovviamente: evitali cosi' non ti sfasci la macchina. Il problema e' evitarli.
Innanzitutto non si puo' parlare di strade asfaltate bensi' di una distesa di buchi con un po' di asfalto intorno per cui se scansi un buco ne prendi almeno altri due e la cosa e' generalizzata. Giusto per chi vive a Cagliari propongo un itinerario interessante per testare ammortizzatori e riflessi del guidatore. Da Viale Elmas al primo bivio per Sestu. Se riuscite a percorrerlo (senza saltare continualente di corsia) prendendo meno di 150 buche avete una vittoria assicurata nella prossima Parigi-Dakar.
Ricordo che poco prima delle elezioni le condizioni eraano molto migliori. Non e' che dovrebbero indire elezioni politiche ogni sei mesi?

Cruda verita'

Scena prima: supermercato.
Una persona anziana si avvia alle casse col cestino con pochissime (ed economiche) cose dentro, ad un'occhiata nel cesto mancano carne, pesce e formaggi. Possibile che sia vegetariana? Paga alla cassa con un'infinita' di monetine da un euro e va via con lo sguardo perso nel vuoto.
Scena seconda: una strada qualsiasi all'imbrunire.
Una persona anziana, non male in arnese come si potrebbe pensare per un clochard, fruga nel cassonetto ed estrae varie cose che depone diligentemente in buste di plastica, poi si guarda intorno e va via lentamente quasi non volesse essere riconosciuta.
Scena terza: alla chiusura dei negozi.
Altra persona che fruga nei cassonetti ma stavolta in quelli prospicienti a negozi alimentari (se ne trovano ancora in citta', travestiti da Mini Market) e tira fuori avanzi di verdura, frutta ed altro. Stessa cura nel porli nelle sporte e stesso incedere rassegnato andando via.
Scena quarta (ed ultima): rione Castello (Cagliari).
Vado in giro per i vicoli cercando qualcosa da fotografare e vedo una finestra aperta su un bugigattolo illuminato (si fa per dire) da una lampadina cosi' fioca che sembra uscita da un film quanto sembra irreale, punto il teleobiettivo e ci veddo una vecchietta che sta scaldando un barattolo di cibo per gatti su di un fornello. Prende il barattolo e si siede su una sedia, ignara del mio teleobiettivo. Mi aspetto che da un momento all'altro compaia il suo gatto ma non ho capito nulla. La vecchietta prende il cucchiaio ed inizia a mangiare il cibo per gatti. Spengo la macchina fotografica e vado via lentamente con le lacrime agli occhi per la tristezza.
Non ho parole per commentarlo. Eventualmente fatelo voi.

18 agosto 2006

Forse si esagera

Nella mia vita ritengo di essere sempre stato tollerante verso il mio prossimo in genere ma ora penso si stia esagerando.
Mi spiego:
Arrivano i poveri diseredati dai paesi terzomondisti e via, si fa a gara per trovargli alloggi, lavoro e sostentamento.
Escono migliaia di persone dalle patrie galere e scattano operazioni di solidarieta', creazione di corsi professionali, bonus vari.
Abbiamo milioni di ragazzi che non hanno un lavoro e zacchete: non succede nulla. Tuttalpiu' qualche tavola rotonda, qualche articolo che stigmatizza lo stato delle cose ma aiuti veri NULLA.
Come e' possibile questo? Ma, sopratutto, perche' e' possibile?
Molto probabilmente creare situazioni reali di aiuto per questi ragazzi che hanno come sola colpa di non avere un lavoro e quindi una prospettiva di vita sociale non fa abbastanza notizia (se non in campagna elettorale) e non da la stessa visibilita' mediatica che puo' dare un aiuto a terzomondisti o reduci da patrie galere. Forse e' questo il vero problema: la necessita' assoluta di certe figure di avere visibilita' mediatica prendendo posizioni che (pensano) siano forti.
La realta' e' che basta un gruppetto che strilli o si stracci le vesti per mettere in moto catene di solidarieta' incredibili, se invece si tratta di una moltitudine silenziosa, lascia il tempo che trova. Un ragazzo che a trent'anni (con laurea in tasca) deve ancora dipendere dai genitori e passa la giornata ad inviare curriculum e cercare una sistemazione lavorativa non fa notizia, e' grigio, non e' nulla. Se invece iniziasse a "fare casino", troverebbe subito almeno un'organizzazione che, pur di finire sui giornali o in televisione, si farebbe in quattro per dargli una mano.
Siamo un paese penoso.

03 agosto 2006

Cui prodest?

Il decreto "svuotacarceri" e' realta'. Migliaia di detenuti sono a piede libero grazie a questa legge. Sappiamo tutti benissimo la situazione in cui versa questo paese: lavoro (poco), soldi (idem), strutture sociali (inesistenti). Fatta questa premessa mi domando quanto sia stata ipocrita (nella migliore delle ipotesi) questa legge: ha ridato la liberta' a persone che non hanno nessuna possibilita' di sostentarsi per quanto detto prima; le prospettive di lavoro, gia' scarse in partenza, per un ex detenuto sono praticamente inesistenti, le strutture di reinserimento sono quasi inesistenti (no soldi disponibili) e quel poco che c'e' non basta. Secondo voi, per quanto siano dotati di buona volonta' e voglia di reinserimento nella societa' civile, questi ex detenuti come possono campare? Risulta quasi ovvio che ricomincino la loro attivita' precedente e che, per forza di cose, si ritrovino nuovamente dietro le sbarre ( una buona maggioranza). Questa analisi niente altro e' che un'ennesima applicazione della scoperta dell'acqua calda: per capire che andasse a finire cosi' non era necessaria una laurea in fisica nucleare, bastava sedersi due minuti e pensare.
Da queste considerazioni possono saltare fuori alcune conclusioni che potrebbero essere:
1- Il governo ha agito in questo modo unicamente a scopo politico per mostrare (salvare la faccia) di tenere fede alle promesse fatte all'elettorato (di questa ne avrei fatto volentieri a meno) senza pensare (ma lo sapevano benissimo) che una buona parte di ex detenuti sarebbero ritornati in cella, alcuni per le ragioni sopra esposte, qualcun altro perche', come dice il proverbio, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Forse chi sta al governo (che, notoriamente, non ha problemi tipo far quadrare il bilancio del proprio portafogli) pensa che chi ha bisogno di lavorare per sopravvivere schiocca due dita ed il lavoro gli balza addosso.
2- Al governo, della fine di parecchi disgraziati, non gliene puo' fregare nulla. Tutta l'operazione e' stata messa in piedi unicamente per salvare nomi eccellenti (amici, compari, colleghi et similia) e, non potendo far uscire solamente questa categoria, ha aperto i cancelli facendo si che, nel mucchio, molte figure passassero inosservate.
3- E' stata tutta una manovra per aumentare i controlli sulla sicurezza, azione propedeutica ad uno stato di polizia.

Quali che siano state le motivazioni palesi od occulte, penso che si siano aperte le porte verso il nulla per tanti poveracci che, se vorranno sopravvivere, saranno costretti ad accettare (?!) l'aiuto di persone residenti dall'altra parte della legalita' a cui dei disperati fanno sempre comodo.
Ma tutto questo lo si sapeva gia', quindi, andando a scomodare i latini: cui prodest?
Fatemi sapere la vostra

25 luglio 2006

Era gia' tutto previsto...

Juve in B a -17: tolti due scudetti.
Milan a -8, Lazio -11 e Fiorentina -19 in A:
Questa sarebbe giustizia?

16 luglio 2006

E' tutto un tarocco

Innanzitutto occorre fare alcune premesse:
1- Non sono un tifoso
2- In Italia si puo' parlare male di tutti TRANNE che delle squadre di calcio.

Oramai la sentenza per il calcio taroccato la conoscono tutti (meccanismi di sentenza inclusi) e, ovviamente, le polemiche impazzano con scritti e prese di posizione di tutta l'Italia (che conti o no). Anche io ho deciso di scrivere un commento a questa sentenza perche' alcune cose non mi sono sembrate assolutamente in linea col concetto di giustizia.
Personalmente mi sembra una sentenza di parte o, se preferite, una sentenza con alcune agevolazioni per qualcuno; siccome non amo nascondermi con perifrasi ed esempi, diro' subito che, secondo me, si e' trattata di una sentenza salva-Milan (non me ne vogliano i tifosi). Difatti, trattandosi di dover salvare gli interessi, badate bene, di una squadra che fa parte di una holding di un certo spessore (indovinatene la proprieta'), la sentenza e' stata costruita "ad hoc".
Se la Juventus fosse stata retrocessa in C1 (quindi una condanna a due anni fuori dalla serie A), in serie B ci sarebbero finite Fiorentina, Lazio e Milan; condannnando la Juve alla serie B con -30 punti di penalizzazione si e' ottenuto il medesimo risultato ma con la possibilita' di trattenere in serie A almeno una squadra (indovinate quale).
La cosa era gia' decisa da tempo, se no come avrebbe fatto La Gazzetta dello Sport a pubblicare la mattina precedente alla sentenza come sarebbe andata a finire?
E' normale che (cosi' come si e' sempre fatto con le grosse holding, la FIAT una per tutte) in Italia si tenti sempre di salvare il gruppo industriale che ha un "certo peso", cammuffando la cosa in svariati modi, quindi non dovrebbe essere tanto scandaloso che si sia voluto salvare il Milan. Nulla e' cambiato sotto il sole, e' la solita Italia.
Se poi i giudici hanno voluto giustificare le azioni di un dirigente tesserato all'AC Milan, come un'azione strettamente personale (responsabilita' oggettiva) e' segno che, nonostante l'esperienza e l'eta', credono ancora a Babbo Natale. Siamo seri.
Altro punto della sentenza "salvapotenti" e' aver praticamente assolto gente come Carraro, autore di iscrizioni al campionato di societa' senza un centesimo in bilancio ed aver ratificato il tesseramento di giocatori con passaporto falso; se questo non e' falsare un campionato, fate voi cosa potrebbe essere.
Concludendo questo (primo e penso non unico) commento sulla sentenza di Calciopoli, secondo me si e' finiti a "tarallucci e vino" esattamente come si pensava sin dall'inizio.
P.S.- Fatemi sapere cosa ne pensate (possibilmente in termini civili).
Ciao

06 luglio 2006

Giustizia esagerata

Si iniziano a leggere cose strane sui giornali, cosa abbastanza ovvia nel momento in cui qualche settore potente viene pizzicato e la cosa non si risolve (come spesso succede) in una italica bolla di sapone. E' questo il momento in cui iniziano a comparire strani articoli e strane prese di posizione. E' ovvio che chi scrive non e' fesso (tutt'altro) e sa dosare bene la quantita' di tarli che dovrebbero insinuarsi in ragionamenti che sino al giorno prima sembravano permeati di una ferrea logica. Cosi' succede che in questo magno mare di m.... che e' calciopoli, improvvisamente si cominciano a leggere strani allarmi contro pene eccessive e fantomatici processi sommari; ci si appella a dettagli il piu' delle volte insignificanti e, in definitiva si cerca di instillare al lettore il dubbio che la giustizia (adesso quella sportiva, poi quella penale) stia iniziando ad esagerare. Lasciando perdere le varie storie (lette e rilette ovunque) faccio una considerazione semplice semplice: un settore come il calcio che e' riuscita a mettere in piedi una situazione come quella che abbiamo davanti agli occhi, coinvolgendo un numero impressionante di persone di ogni estrazione e professione, ma vi sembra che non stia tirando fuori dal mazzo anche qualche giornalista che li difenda utilizzando il solito metodo visto in questi anni, ovvero quello di iniziare a screditare la giustizia?
Gradirei qualche commento in materia.
Ciao

02 luglio 2006

Giro Panoramico

La settimana scorsa ho avuto modo di constatare con mano (e portafogli) la furbizia di un tassista cagliaritano.
Premessa: ero vestito in maniera informal-elegante (cosa rara per le mie abitudini) e non ho accento sardo.
Le cose sono piu' o meno andate cosi'...
Mi trovavo all'Ospedale di Is Mirrionis e dovevo fare ritorno a casa. Dato che non avevo nessuna voglia ne di rientrare a piedi e nemmeno di salire su un mezzo pubblico ho deciso di fare, per una volta, il gran signore e prendere un taxi. Salgo sul taxi e comunico all'autista l'indirizzo di dove voglio essere portato. Inizia il tragitto con una rotta che mi lascia perplesso, difatti l'autista si dirige dalla parte opposta da dove sarei normalmente passato se fossi stato io a a guidare. A parte la folle velocita' media di 40 Km/h con strade pressoche' deserte (mai capito perche' quando viaggiano senza i clienti a bordo sfrecciano a velocita' quantomeno discutibili infischiandosene del codice della strada), l'autista si e' sentito in dovere di mostrarmi tutti i posti piu' rappresentativi della mia citta'. Ad un certo punto ho perso la pazienza e gli ho chiesto se stava seguendo la strada giusta. Per tutta risposta mi sono sentito risponedere che lui Cagliari la conosceva meglio di qualunque straniero (io)... Ovviamente mi sono (censura) e gli ho ribattuto che ci vivo da oltre trenta anni e non ero il solito milanese in visita quindi evitasse le prese in giro. Vistosi scoperto ha iniziato ad inanellare tutta una serie (falsa) di strade chiuse per lavori oppure con ingorghi per giustificare il tragitto. Dopo 15 chilometri (!!!!) di percorso si ferma sotto casa con un conto di 22 euro. Per capirci il tragitto era da Via Is Mirrionis a Piazza del Carmine (forse 6 Km prendendola larga). Col fare molto tranquillo gli ho comunicato che stavo telefonando al 117 (Guardia di Finanza) giusto per sapere come mi dovevo comportare al che, magicamente il conto si e' ridotto a 10 euro.
I commenti fateli voi.

01 luglio 2006

E ti pareva....

Guai a toccare una corporazione (lobby of course): si scatena un finimondo. Ovviamente, volete mettere, come faranno a sbarcare il lunario i vari notai che non potranno piu' contare sugli introiti derivati dai passaggi di proprieta' dei veicoli oppure i farmacisti che dovranno combattere contro i centri commerciali per vendere aspirine et similia; e che dire delle banche che saranno costrette ad avvisare i clienti dei cambiamenti delle condizioni contrattuali e, se ai clienti non va bene, non gli possono spillare ulteriori soldi se decidono di chiudere il conto. Oppure i liberi professionisti che non hanno piu' il loro "minimo sindacale" come guadagno garantito oppure le assicurazioni che si vedranno mettere in concorrenza dagli agenti assicuratori? E' un brutto colpo che spalanca il baratro sotto i loro piedi. Chi la fa l'aspetti. I comuni mortali (ed i loro portafogli) ringraziano.

30 giugno 2006

A Pà

Il 16 Giugno di due anni orsono le strade mie e di mio padre si sono, purtroppo, divise. In un primo tempo ho pensato che si era spento un faro che mi ha sempre indicato la via, poi ho capito che ha solo cambiato posizione: e' solamente piu' in alto. Basta guardare bene.

Ciao, era da tanto tempo che volevo scriverti ma, per una ragione o per un'altra, ho sempre rimandato. Ti scrivo questa lettera per dirti che non ti ho dimenticato; sei sempre presente nella mia vita e nei miei pensieri. Scusami ma è difficile trovare parole adatte per descriverti quello che vorrei dirti, sarebbe più facile guardarti e parlare come si faceva prima. Ora non è più possibile e devo arrangiarmi come posso; fortunatamente la fantasia non mi manca (me l'hai trasmessa tu geneticamente, o almeno credo..) quindi proseguo alla meno peggio. Sai, non sono più passato a trovarti nel nuovo luogo dove ti sei trasferito, onestamente non mi piace, non è nel tuo stile anche se so che devi accontentarti di quello che hai trovato; tante volte ho pensato di saltare in auto e venirti a trovare ma poi mi è sempre mancato il coraggio di farlo. Non chiedermi il perchè, forse non te lo saprei mai dire; forse preferisco ricordare quando eri nella nostra solita casa, solido come una certezza e quando venivo a trovarti mi salutavi con un sorriso tra il serio ed il faceto. Oggi so che non sarebbe più cosè e, penso, non reggerei, devo ancora trovare il coraggio per affrontare questa realtà. E' strano come ogni giorno mi ricordi particolari di cose che abbamo fatto insieme, episodi che credevo cancellati dalla mia mente ed invece ritornano, vividi e reali come se li stessi vivendo adesso, mi sembra di percorrere a ritroso il cammino dalla mia infanzia alla mia giovinezza saltando tappe e senza una cronologia ben precisa. Mi sento solo e mi manchi; lo scrivo solo a te perchè non riesco a dirlo a nessuno, le uniche persone a cui potrei dirlo, sicuramente starebbero più male di me dopo e non ho nessun diritto di far star male nessuno solo per potermi sfogare. Stranamente ora c'è un silenzio impressionante e mi sembra di sentire persino il rumore che fanno i miei pensieri. Sai, la vita va avanti, nel bene e nel male; questo anche se non ci sei e sei tanto lontano, sto badando a me stesso un po' camminando ed un po' incespicando e così riesco ad arrivare a domani. Vorrei che tu fossi qui a parlarmi e spiegarmi il perchè di tutto questo e mi facessi sorridere con una delle tue splendide battute oramai andate perdute. Non ti dimentico, sei sempre qui, nei miei pensieri, nelle mie azioni anche se ora sei tanto lontano. Un giorno ricominceremo a passeggiare insieme e dirci tutte le cose che non siamo riusciti a dirci in tutti questi anni e ci scambieremo battute e frasi serie e, perchè no? Ci faremo anche una delle nostre mitiche partite a carte (però non barare!). Ti sembrerà strano ma non mi preoccupa quando arriverà quel giorno. Nel frattempo vado avanti più o meno come tu avresti voluto che io facessi.Un abbraccio da tuo figlio.

Depressione

Che cos'è la depressione lo si sa soltanto quando ci si è finiti dentro. Cioè troppo tardi.