31 maggio 2008

Tuvixeddu: Tombe & Buchi

In tutto questo parlare di tombe il cui bilancio numerico lievita da articolo ad articolo ci si dimentica volutamente di specificare un particolare fondamentale: l'equazione una tomba un buco (detto brutalmente) è assolutamente falsa.
Cercherò di spiegarvi in maniera comprensibile come funziona la cosa.
La prima cosa da capire è il fatto che le sepolture sono, nella stragrande maggioranza dei casi, stratificate, ciò vuol dire che veniva scavato una fossa in cui veniva seppellita la persona. Col passare del tempo, sempre nella stessa fossa ne veniva seppellita un'altra e così via. Si ha così una stratificazione di sepolture che insistono nella stessa area (una sopra l'altra, per intenderci).
Ovviamente quando un archeologo scava e trova una sepoltura, libera tutto il terreno per recuperare i resti, se poi sotto se ne scopre un'altra, si procede allo stesso modo e così via sino ad arrivare al punto in cui, continuando a scavare non si trova più nulla e si arriva alla parte, definita sterile.
E' facilmente comprensibile quindi che, scoprendo una sepoltura sotto un'altra (per ovvie ragioni fisiche) lo spazio fisico della precedente non esiste più, esiste, alla fine, solamente lo spazio fisico dell'ultima sepoltura (la più profonda) per cui, dal punto di vista visivo noi vedremo solamente un unico buco in cui esistevano due o più sepolture stratificate.
Quindi se, ad esempio, si contano 30 tombe, noi visivamente vedremo 6/7 buchi nel terreno e non 30 come ci si potrebbe aspettare; questo perchè si ha sempre a che fare con sepolture stratificate.
Una delle ragioni per cui si viene tratti in inganno è che, per la nostra cultura, in un cimitero (perchè di cimiteri si tratta) si scava un buco per una sepoltura e non esiste la sepoltura stratificata (a meno non si tratti di loculi).
Quindi risulta naturale quando si dice che sono state rinvenute 30 tombe, cercare visivamente 30 buchi per terra.
Una volta capito questo meccanismo si arriva a capire che questa "illusione concettuale" viene sfruttata in malafede per far sembrare all'opinione pubblica una cosa che non esiste, ovvero un numero di buchi nel terreno pari al numero di tombe che si dichiara siano state trovate.
Inoltre, sempre giocando in malafede sulla scarsa conoscenza che può avere il cittadino medio su queste cose, non si spiega esattamente cosa rimane visivamente del luogo ove vengono rinvenute le tombe (o sepolture) una volta che vengono rimosse le ossa e gli oggetti.
Rimane un anonimo buco per terra.
Questo è per quanto riguarda le tombe rinvenute negli strati di terra. Diversamente, per quanto riguarda quelle scavate nella roccia (tombe puniche e romane), queste vengono conservate perchè esiste un supporto che permette la conservazione (la roccia). Anche qui succede che nella stessa fossa vengano rinvenute più sepolture quindi vale lo stesso discorso concettuale.
Quindi la prossima volta che leggerete di un certo numero di ritrovamenti, ricordate sempre che non vanno mai visualizzati mentalmente lo stesso numero di buchi.

30 maggio 2008

Le tombe del Prof. Stiglitz: ecco la verità

Non dimentico mai nulla, casomai certe volte ho bisogno di tempo per poter verificare, ed eventualmente contraddire con cognizione di causa, affermazioni inesatte.
Oggi ritorno sull'argomento delle dichiarazioni fatte dal Prof. Stiglitz sulle "Tombe di Via Is Maglias" in un articolo del ilSardegna.
La frase "Ci sono tombe a camera ben visibili che si affacciano su Via Is Maglias" mi ha portato (dopo alcune verifiche) a contestare sonoramente le dichiarazioni del Prof. Stiglitz nell'articolo.
Contestazioni che lo stesso Stiglitz ha ribattuto in una lunga lettera da me pubblicata integralmente.
Dopo di che il silenzio da parte mia.
Non ho risposto perchè ho preferito fare un'indagine molto approfondita sulla questione ed oggi posso riaffermare che il queste tombe, con tutta probabilità, le ha viste unicamente il Prof. Stiglitz, in quanto una relazione ufficiale cita testualmente:
"Punto 4.2-Scoperte nei pressi di Via Is Maglias
I ritrovamenti avvenuti in passato lungo la via Is Maglias non sono esattamente localizzabili: un nucleo di sepolture fu certamente indagato negli anni 50, forse in prossimità della cementeria perchè sono stati ritrovati nei depositi di questo ufficio ed editi, a cura di D. Zaru, i materiali ceramici che costituivano i corredi.
Altrettanto imprecisa la localizzazione di una sepoltura conservata "per 50 cm" in prossimità della facoltà di Ingegneria pubblicata da A.M. Costa nel 1981. Ad anni più recenti si riferiscono invece le indagini relative alle cave romane messe in luce in occasione dell'ampliamento della stessa facoltà di Ingegneria, che, in accordo con l'università, sono state preservate con modifiche ai progetti ma non sono state ancora valorizzate (All.7). Due cavità legate a calcare di età imprecisata sono state individuate durante i lavori di sistemazione del costone nell'ottobre del 2006."


Mettiamoci d'accordo: sono cavità o tombe?
Quindi, Prof, Stiglitz la domanda è questa:
La verità sta in quello che ha affermato lei o in quello che sta scritto nella relazione?
Mi faccia sapere ma si ricordi che, come per me, anche per lei vige il detto: chi tace acconsente.
Quasi dimenticavo: se si vuole leggere tutta la relazione vada qui:
http://www.sardegnaeliberta.it/docs/relazione2.pdf

Tuvixeddu: da dove escono i documenti

Due coincidenze fanno un fatto.
Nel precedente articolo accennavo alle strane coincidenze sulla pubblicazione di un vasto cumulo di inesattezze da parte del giornalista di Repubblica e mi chiedevo quale fosse la fonte dei dati e delle fotografie.
Oggi leggo su Sardegna e Libertà un articolo a firma di tale p.m. (Paolo Maninchedda?) con degli interessantissimi allegati per meglio far comprendere il senso dell'articolo.
Gli allegati di S&L sono le scansioni di documenti interni alle due Soprintendenze (Archeologica & Regionale) e, teoricamente, dovrebbero restare dentro i cassetti.
Esattamente come quelli che ha usato la Sig.ra Morittu.
La domanda è: da dove arrivano questi documenti?
E la risposta è: Soprintendenza Regionale della Sardegna.
Le prove sono queste:
1- Nelle lettere di richiesta da parte del Soprintendente Regionale Elio Garzillo appare in alto a destra uno scarabocchio che ai più non rappresenta nulla. Errore, lo scarabocchio niente altro è che la sigla che Garzillo appone sulla posta in entrata (per presa visione), inoltre sulle relazioni vi è il protocollo di ingresso della Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna.
Più chiaro di così.
2- Le foto aeree di Tuvixeddu fornite da Italia Nostra (così come si desume dall'articolo) provengono da una serie di fotografie fatte realizzare dalla Soprintendenza di Cagliari e fornite insieme alle relazioni della Dott.ssa Salvi e tutto l'atro materiale richiesto, al Direttore Garzillo.
Per cui anche questo materiale è uscito dalla Soprintendenza Regionale.

C'è da dire che, nell'articolo di S&L vengono prodotte prove documentali che, fatti alla mano (relazioni tecniche) ridimensionano di molto l'articolo di Franceso Erbani di Repubblica in cui si parla di un sacco di cose (peraltro falsate) ma non esiste alcun riscontro documentale di quanto affermato.
Viene da pensare, leggendo il tono abbastanza imperioso delle richieste di Garzillo nonchè dalla minuzia dei particolari richiesti una ricerca di "pelo nell'uovo" a tutti i costi, quasi a voler trovare per forza un qualsiasi appiglio per far scattare l'accusa di inadempienza, cosa invece detta a gran voce nell'articolo di Erbani.
Si potrà pensare che, il Soprintendente Regionale, preso dall'ansia del verdetto del Consiglio di Stato, abbia voluto avere sottomano un quadro completo della situazione.
Però si può anche pensare che questo quadro completo servisse anche a supportare l'intervento di Francesco Erbani di oggi nell'ambito della manifestazione di Festarch in cui l'Arch. Garzillo è invitato come relatore (casualmente lo sponsor esclusivo di questa manifestazione è la Regione Sarda e la manifestazione è stata fortissimamente voluta dal Presidente Soru).
Certo che dà da pensare la facilità con cui escono certi documenti, sembra proprio che sia tutto organizzato ad arte e faccia tutto parte di una campagna le cui mire, guardando bene, non sono poi così tanto nascoste.
Preso da un'irrefrenzabile curiosità di sapere chi è l'Arch. Garzillo, ho fatto alcune ricerche in rete ed ho trovato parecchio materiale di consultazione, soprattutto nell'archivio de "Il Resto del Carlino" di Bologna ed in alcune trascrizioni parlamentari della 13ma e 14ma legislatura.
Giusto per evitare di voler strumentalizzare l'esito di queste ricerche non ne pubblico i risultati (cosa che sarebbe comunque chilometrica) ma vi invito a farle voi stessi e trarne le debite conclusioni.
La cosa che i ha colpito di più è stato che il suo nome spesso compare insieme a quello di Italia Nostra.
Altra coincidenza.

L'articolo di Sardegna e Libertà con gli annessi allegati lo trovate qui:

http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1132

29 maggio 2008

Le coincidenze di Tuvixeddu

Leggo su Repubblica del 23 Maggio 2008 un lungo articolo a firma di Francesco Erbani su Tuvixeddu.
Per chi conosce bene Tuvixeddu risulta lampante che Erbani ha scritto un articolo senza aver mai visto i luoghi (e probabilmente senza sapere nemmeno di che parla).
Vengono citati fatti e numeri assolutamente inventati e descrizioni di luoghi quantomeno improbabili (una risposta a quanto ha scritto è in preparazione), tali da far sorridere chi minimamente conosce i luoghi.
Sul finale si intuisce chiaramente che si è totalmente appoggiato ad una fonte esterna per avere informazioni, saltano infatti fuori le gesta di Maria Paola Morittu, ambientalista d'assalto dell'area di Italia Nostra.
Personaggio passato direttamente alla mitologia per aver accompagnato Soru presso una discarica di materiali a Tuvixeddu (2006?) ed avergli fatto trovare dei cocci di anfore (datazione ancora ignota...) e da qui la sua crociata (di Soru) per la salvaguardia del colle.
Dato che l'articolo sembra scritto con abbondanza di particolari, (cosa possibile soltanto se si ha una buona documentazione sull'argomento) la totalità falsi o comunque travisati e, considerando il fatto che su un altro quotidiano Italia Nostra ha fornito foto aeree di Tuvixeddu pur essendo questa un'area interdetta al volo (ad esclusione dei militari e delle forze dell'ordine) è abbastanza semplice arrivare alla conclusione che la Sig.ra Morittu ha avuto accesso a dati che non dovrebbe aver avuto avere (a meno di forzature) e che, comunque, sono stati stravolti ed usati come una clava contro la Soprintendenza Archeologica che ha la pessima abitudinne di svolgere il suo compito nel rispetto delle leggi e, cosa ancor più grave, non stilare conntratti di consulenza.
E' anche cosa nota la stretta amicizia tra la Sigra Morittu. ed Elio Garzillo, Soprintendente della sezione Regionale dell'Archeologico.
Ma guarda che coincidenza!

24 maggio 2008

Mettiamoci d'accordo

Cerchiamo di capire cosa succede:
Da una parte la Procura di Torino ha aperto un fascicolo per "Disastro colposo" nell'ambito dell'inchiesta sulle mazzette prese dai dirigenti dell'AIFA (Agenzia Italiana per il Farmaco), mazzette elargite per "chiudere un occhio" su procedure di commercializzazione di farmaci (omissis su bugiardini).
Dall'altra parte il nostro premuroso governo che, in quattro e quattr'otto ha messo su una commissione di inchiesta ed ha comunicato che i farmaci per cui sono state elargite le mazzette non costituiscono un pericolo per la comunità.
Ed evitano di fare nomi per non allarmare inutilmente la popolazione.
Solito camion di sabbia in vista?

22 maggio 2008

La pietra misteriosa

Questa volta vi voglio proporre tre immagini dello stesso oggetto ripreso da tre angolazioni diverse (le solite foto satellitari di Google).
E' un oggetto misterioso nel senso che non è completamente naturale, almeno a giudicare dalle immagini.
Le foto sono del 2006 quindi penso sia alquanto difficile trovarlo ora e definire di cosa si tratta.
Osservate bene al centro delle immagini: vi è un blocco di roccia tondeggiante spaccato in due parti.
La roccia appare lavorata, difatti ha la superficie tondeggiante, sembrerebbe che in origine somigliasse quasi ad un disco di pietra successivamente spaccato in due.
Ruotando il punto di vista risulta abbastanza verosimile che si tratti di un manufatto.
Ora, la domanda è: cos'era esattamente?
A me sembra una grossa pietra lavorata dall'uomo e, considerando che in una cava è sommamente
difficile che si mettano a lavorare pietre per poi spaccarle, verrebbe da pensare che....
Provate a darmi voi la risposta.






Quasi dimenticavo: le immagini sono quelle di una cava e la località è Nuraminis.

19 maggio 2008

C'era una volta un nuraghe?

Più sotto troverete un'immagine satellitare del solito Google Earth con cartografia datata 2 Ottobre 2006 di una zona delle campagne di Nuraminis
(vi sono le coordinate geografiche in basso).
E' il particolare di una zona accerchiata da cave che presenta alcuni segni degni di essere approfonditi.
Al centro, spostato leggermente a destra si nota una circonferenza che indica i resti di qualcosa di circolare, idem verso sinistra.
Inoltre verso l'alto dell'immagine si notano dei segni che farebbero presupporre altri resti.
Considerata la zona e la planimetria classica, non ci vuole molto a sospettare fortemente che quei circoli e gli altri segni non siano altro che dei resti di un insediamento nuragico.
In tal caso sorge spontanea la domanda: cosa ci fa una cava attorno a quello che potrebbe essere un insediamento nuragico?
Se non sbaglio, la zona dovrebbe essere protetta da un vincolo ma (guarda caso) non si riesce ad avere alcuna documentazione sugli eventuali vincoli del luogo.
Quindi giro la domanda ai responsabili della Regione Sardegna ed in particolar modo al Governatore Soru e all'Assessore Mongiu che tanto si battono per la salvaguardia del patrimonio storico ed ambientale sardo:
cosa si sa dell'area fotografata dal satellite che è pubblicata qui sotto?
Vi sono vincoli? E' stata verificata l'area? Qualcuno sa qualcosa?
Ma la domanda da un milione di euro è: Esiste ancora o è stata già fatta sparire dalla cava che l'accerchia?
Questo perchè le cave che, lentamente ma inesorabilmente, stanno spianando l'area intorno all'agro di Nuraminis, oltre che deturpare il paesaggio (è in preparazione un video interessante in materia), distruggono quanto esiste del patrimonio archeologico (un tempo ricchissimo) dell'agro nuraminese.
Dalle voci che circolano si direbbe che quanto sopravviva alle cave sia preda dei tombaroli che agiscono indisturbati sul territorio.
Attendo risposte da parte di chi abbia ancora interesse a preservare quel che resta del nostro patrimonio storico ed ambientale.
SeuDeu

16 maggio 2008

Lo Stato non fa sconti (sulla benzina)

Benzina & diesel stanno tristemente arrivando al traguardo di 1,5 euro al litro (quasi tremila delle vecchie lirette).
Su un litro di carburante lo Stato si arraff.., pardon incassa quasi tre quarti abbondanti del prezzo alla pompa in tasse che, per sembrare meno tasse vengono chiamate accise.
Il disastrato governo precedente aveva diminuito le accise (le tasse) sul combustibile di ben 2 centesimi al litro tramite decreto legge.
I decreti legge hanno una durata limitata nel tempo e quindi è scaduto; per l'esattezza il 30 aprile scorso.
Orbene, alla richiesta fatta all'ineffabile sig. Ministro per lo Sviluppo Economico (quello che diede del rompicogl.. al povero Marco Biagi, per intenderci) se il Governo avesse deciso di ridurre le accise, beh, il Nostro ha detto di no perchè l'operazione voluta dal governo precedente ha fatto scendere di 2 centesimi al litro il costo del carburante ma è costata allo stato 500 milioni di euro e la cosa, a quanto pare, non va bene.
Morale della favola: continuiamo a pagare la benzina (e il diesel) a prezzi folli, lo stato, più aumenta il costo del combustibile, più guadagna in tasse e gli unici fregati restiamo, come sempre, noi cittadini.
Tanto al sig. Ministro la benzina (e tutti gli altri benefits) glieli paghiamo noi cosa volete che gli importi....
PS- La fonte della notizia è questa:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=24263&sez=HOME_ECONOMIA

15 maggio 2008

Condividere le conoscenze

Ad un certo punto della propria vita ci si trova con un bagaglio di conoscenze che penso sia bello poter condividere con altri.
Per questa ragione ho accettato l'invito di SeuDeu a collaborare nel suo blog e, nel contempo ho deciso di condividere le mie modeste conoscenze del media video con altri.
Con chi, se non con ragazzi che vorrebbero imparare questo linguaggio?
E' così che sto cercando, nel mio piccolo, di insegnare a dei ragazzi entusiasti come si lavora nel campo dell'immagine; è un modo per insegnare un mestiere (affascinante) e magari, perchè no, dare a questi ragazzi una (forse) opportunità lavorativa in una società che stenta a dare ai giovani una chance che non sia il solito call center a 400 euro.
Tutto questo per presentare un lavoro fatto da un ragazzo a cui sto insegnando a lavorare in video.
Ha sulle spalle una decina d'ore di riprese con mezzi professionali ma dimostra di avere già la stoffa giusta.
Ho montato le sue immagini con lo stile del videoclip e sono veramente contento di proporvele.
Fossi in voi gli farei un applauso di incoraggiamento.
Giorgio Ghiglieri

Il Blog prossimo futuro

Salve a tutti i lettori del blog.
E' da parecchio che non scrivo e questo è dovuto ad una pausa di riflessione.
Riflessione d'obbligo dal momento che questo blog ha superato quota 10.000 lettori che ringrazio.
Questo è segno del fatto che ciò che scrivo interessa e, nel contempo, è uno sprone per fare sempre meglio.
E' proprio questo il punto: come fare meglio?
Ecco quindi l'idea scaturita dall'incontro quasi casuale con Giorgio Ghiglieri di cui ospito sia su questo sito che sul sito che ho su YouTube (http://www.youtube.com/Seudeu) i suoi video.
Unire la parola scritta all'immagine sotto forma di minivideo che posterò.
Siamo in fase avanzata di progettazione del futuro di questo blog (e dell'altro), stiamo passando le giornate a pianificare cosa e come preparare una parte delle future notizie.
Sul cosa non c'è che l'imbarazzo della scelta: da Tuvixeddu agli sconci ambientali dimenticati o poco pubblicizzati perchè perpetrati in paesi che non offrono visibilità mediatica, dagli scorci di vita locale (Giorgio vive a Nuraminis quindi aspettatevi parecchio materiale di quelle parti) a pezzetti di vita quotidiana.
Sul come penso sia chiaro: ministorie al massimo di 5 minuti per raccontare un fatto.
Il tutto sempre cercando di essere ill più obbiettivi possibile e lasciando sempre parlare i fatti per primi.
Ovviamente anche da voi lettori mi aspetto dei suggerimenti e, magari, qualche commento che spesso latita sugli articoli.
Con la speranza che mi seguiate ancora in questo cambio, 10.140 grazie.
SeuDeu


Innanzitutto grazie a SeuDeu per l'ospitalità nel suo blog.
Mi piace l'approccio di SeuDeu ai vari problemi che affronta anche se, a mio parere, racconta poco di quelle piccole gemme di vita quotidiana che fanno ben sperare nel futuro.
Cercherò di fargli raccontare anche quei piccoli scorci di vita.
Nel contempo gli metterò a disposizione il martello più grosso che c'è quando si tratterà di raccontare di storture o abusi e, credetemi, non c'è martello che pesti più di una telecamera.
A presto
Giorgio Ghiglieri

04 maggio 2008

1° Maggio

Parco di Monte Claro, Cagliari 1° Maggio.
Guardatevi il video.