26 giugno 2007

Arsenio Lupin

Il decreto numero 45 del 07/03/2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, redatto dal Ministero dell'Economia e Finanze ha istituito (inventato) una nuova tassa denominata "contributo di solidarità" pari allo 0,15% di quanto percepito a favore dell'INPDAP (ente pensionistico degli ex dipendenti di Enti e Amministrazioni pubbliche). Questo nuovo balzello dovrebbe essere una specie di "tassa di iscrizione" per la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
Ovviamente nessuno ne ha saputo nulla, grazie, anche e sopratutto, ai media, forse troppo occupati a parlare dei vari Fabrizio Corona e Paris Hilton.
Del nulla insomma.
Cosa significa tutto questo?
Semplicemente che l'INPDAP rastrella lo 0,15% da tutte le pensioni amministrate dando in cambio ASSOLUTAMENTE NULLA.
Questo perchè i vari contributi creditizi (piccoli prestiti, cessioni del quinto, eccetera) va bene quanto ne possono usufruire i dipendenti, i pensionati se lo possono anche scordare perchè, data l'età media, NON DANNO GARANZIE di restituzione.
Le solite stranezze italiane: quando si tratta di allungare la vita lavorativa, l'aspettativa di vita (presunta) cresce notevolmente; quando si tratta di dare dei soldi in prestito ad un pensionato, l'aspettativa di vita sembra accorciarsi.
Traduzione: per lavorare va bene sino a 70 anni, se devi chiedere dei soldi sei troppo vecchio.
NOTA: I soldi vengono prelevati mensilmente dalla data dell'iscrizione forzata (25/04/2007) quindi da tre mesi i pensionati stanno già versando il loro "obolo".
Naturalmente se qualcuno non è d'accordo su questo prelievo e non vuole farsi fregare, pardon trattenere, questo importo basta che invii una lettera all'INPDAP (mi raccomando raccomandata con ricevuta di ritorno) ENTRO SEI MESI, altrimenti vale la regola del silenzio assenso.
Se un'organizzazione privata avesse messo in piedi un meccanismo del genere, i suoi dirigenti sarebbero già in galera da un pezzo.
Mah....

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