11 febbraio 2007

E noi paghiamo....

Mi sembra arrivato il momento di parlare su quanto ci costerà questo vincolo con esproprio incluso su Tuvixeddu. Una cifra abbastanza attendibile di quanto costerà l'esproprio è 200.000.000 (duecento milioni) di euro; a questo occorrerà aggiungere il costo del progetto, la risistemazione allo status quo ante (secondo quanto dicono i grandi esperti della commissione regionale) ed infine la realizzazione vera e propria del parco. Più o meno (se la Regione spende oculatamente) occorrerà aggiungere altri 50.000.000 (cinquanta milioni) di euro. Arriviamo così a 250.000.000 (duecentocinquanta milioni) di euro. Bella cifra e bella domanda: chi tira fuori i soldi per questa operazione? Ovviamente noi cittadini contribuenti, chi, se no? A me, che ho delle difficoltà anche a scrivere cifre del genere, sembra un'enormità. Non so a voi.
E questo perchè un progetto condiviso (vuol dire che è andato bene a tutte le parti) nel 2000 oggi non va più bene. Ma dico, ci volevano sei anni ad accorgersene?
Va bene che tanto, come al solito, paghiamo noi gli errori degli amministratori, però penso che a tutto vi sia un limite.
Fatemi sapere

09 febbraio 2007

Riflessioni

E' quasi un mese che mi sto occupando di Tuvixeddu ed ho sentito di tutto. Ma, nel momento in cui ho chiesto un riscontro (o un'intervista registrata), sono fuggiti tutti. Voglio mettere bene in chiaro che personalmente non ho NESSUN interesse su Tuvixeddu, anzi, sto sacrificando il mio poco tempo libero a questo argomento che mi sta, peraltro, affascinando per la sua complessità e, perchè no, per il suo mistero. Non capisco, sembra che abbiano paura di parlare e si limitino a dire (non so se rendo l'idea). Anche la ricerca di documentazione si sta rivelando una fatica mostruosa: o non si trovano, o non sono accessibili o non esistono. Per fortuna in questi ultimi giorni qualcosa si muove: i primi commenti, telefonate di solidarietà, inoltre, alcune persone di una discreta caratura intellettuale e tecnica stanno valutando di accettare un'intervista per raccontarmi dei fatti sull'argomento e, quindi, potrò pubblicare altre parti (penso molto interessanti) di questo strano puzzle che si chiama Tuvixeddu.

Ma è normale?

La Delibera Regione Sarda 5/23 del 7 Febbraio 2007 è stata redatta in base all'opinione di QUATTRO esponenti la Commissione. Cito testualmente:

"...secondo quanto segnalato in data 31.1.2007 dai componenti della Commissione per il paesaggio di nomina regionale, Prof. Ignazio Camarda, Prof.ssa Maria Antonietta Mongiu, Arch. Sandro Roggio e Prof. Raimondo Zucca."

Mentre la Commissione completa nominata con Delibera 51/12 del 12/12/2006 è composta da:
Cito testualmente:

"di istituire la Commissione regionale prevista dall’articolo 137 Decreto Legislativo 22 Gennaio 2004,
n. 42, “Codice dei Beni Culturali e del paesaggio” avente la seguente composizione:
- Il Direttore Generale dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali,
Informazione, Spettacolo e Sport, o un dirigente dello stesso Assessorato suo delegato, con funzione di Presidente;
- Il Direttore regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici per la Sardegna o un suo delegato;
- Il Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio competente per territorio o un suo delegato;
- Il Soprintendente per i beni archeologici competente per territorio o un suo delegato;
- Il Direttore del Servizio Tutela del Paesaggio competente per territorio o un suo delegato;
- I Signori:
Prof. Raimondo Zucca;
Prof.ssa Maria Antonietta Mongiu;
Prof. Ignazio Camarda
Arch. Sandro Roggio.
in qualita' di componenti nominati dalla regione ai sensi del comma 2 dall’art. 137 del Codice."


Quindi, se la matematica non è un'opinone la Commissione è composta da NOVE persone.
Sorge spontanea la domanda: ma gli altri cinque componenti hanno diritto di voto oppure sono stati nominati solo per fare numero?
Alla data di pubblicazione di questi post non mi risulta che vi sia ancora una decisione collegiale (cosa che dovrebbe essere resa nota lunedi prossimo), quindi le argomentazioni archeologico-paesaggistico-culturali non si capisce bene se siano un frutto di un collegio o quale criterio è stato adottato.
Si attendono chiarimenti

Cosa vuol dire?

Dalla Delibera Regione Sarda 5/23 del 7 Febbraio 2007 "Parco Archeologico Karalis"
Pag.7 "...Alla disposizione delle sepolture connessa - derivata dalla morfologia del terreno e quindi naturale si sovrappone un artificio geometrico, arbitrarie direttrici, una gerarchia che mette in subordine l’immagine della necropoli. La stessa intensiva messa e/o rimessa in luce di sepolture non appare giustificata né sul piano della percezione dei manufatti, né sul piano della fruibilità, né sul piano della conservazione degli stessi e della sicurezza. Altro elemento lesivo del paesaggio archeologico e dell’integrità delle superfici di strato, delle unità stratigrafiche sono le intensive canalizzazioni per sottoservizi presenti nell’area. ...."

Aspettando che i relatori di questo sibillino passo mi spieghino esattamente cosa vuol dire, in attesa lo interpreto come: "Avete scavato troppo, ricoprite nuovamente e lasciate tutto alla fantasia della gente". E magari un domani si organizza una nuova campagna di scavi (con tutto quello che ne consegue...).
L'impressione che si ricava dalla lettura delle premesse alla delibera è che tutto quello che si è fatto per Tuvixeddu è stato sbagliato e, per fortuna, c'è una Commissione che rimetterà le cose a posto (costi quel che costi, tanto pagano i contribuenti....).
Correggetemi se sbaglio. In italiano comprensibile.

La mia opinione - Risposta della Regione Sardegna

A quanto pare la Regione Sardegna non è d'accordo con la mia idea. Pazienza. D'altronde sono una voce come tante senza intrallazzi o conoscenze e priva di frequentazioni negli "ambienti che contano". Questo non toglie che la dichiarazione fatta dall'Assessore Regionale Carlo Mannoni che, in soldoni, parla vi vincolo totale di Tuvixeddu e Tuvumannu con relativo esproprio, suoni come un sinistro diktat. Se, come dichiara, è stata data una sola concessione, per di più in violazione all'Art 8 (mi sto documentando per saperne di più) siamo davanti a qualcosa di incredibile! Incredibile che Gualtiero Cualbu & Coimpresa si siano gettati in un'operazione del genere avendo un'unica concessione, oltretutto con un vizio di forma e, ancora più incredibile che Regione Sardegna e Comune di Cagliari abbiano firmato una concessione così viziata.
Se così fosse si può affermare che i nostri governanti ritengono i prosciutto dotato di proprietà taumaturgiche per la vista...
Al di là dell'umorismo che si può fare in questi casi (giusto per non mettersi a piangere), il sugo dell'intervista rivela che ci si sta attaccando a dei cavilli, rivestendoli di dichiarazioni programmatiche. Aria fritta, insomma.
In questa dichiarazione fatta dall'Assessore Mannoni si possono leggere alcune cose interessanti tra le righe che sono:
1) Da dove fanno saltare fuori i soldi per l'esproprio (considerato che sarà difficile pagarlo quattro soldi come fanno con gli agricoltori); nella Finanziaria, checchè possa dichiarare, non vi sono margini per fare questa operazione, quindi è lecito supporre, considerando che i soldi escono sempre e comunque dalle nostre tasche (leggere TASSE), un aumento di tasse & balzelli vari per coprire la spesa.
2) Riportare lo satus quo ante su Tuvixeddu e Tuvumannu costa una montagna di soldi (a prezzo di mercato) e due montagne di soldi quando deve pagare un Ente. Da dove tirano fuori anche questi soldi? Altre tasse & balzelli?
E' lecito, quindi porci la domanda: quanto ci costa un'operazione di questo genere causata dai nostri stessi amministratori che oggi si accorgono di aver sbagliato e vogliono porre rimedio?
Ed ancora: quanto è lecito che i nostri portafogli debbano essere svuotati a causa di incapacità di chi ha gestito l'affare Tuvixeddu?
Non sarebbe meglio far pagare di tasca i veri responsabili di questa situazione invece di riversare SEMPRE i costi degli errori politici ai cittadini?
Fatemi sapere

08 febbraio 2007

La mia opinione

L'amico Claudio Cugusi mi ha chiesto di scrivere un pezzo breve su come (presumo a mio parere) "salvare il salvabile" a Tuvixeddu, quindi dato che di stupidaggini se ne sono dette tante una più (la mia) o una in meno non dovrebbe fare differenza.
Chiariamo subito una cosa: Coimpresa ha, dal punto di vista di autorizzazioni, tutte le ragioni del mondo, se poi oggi non si è d'accordo amen; occorreva pensarci prima (magari acquistando l'area...). Ora un blocco totale sarebbe, dal punto di vista sia politico che di diritto, un atto di forza che non sarebbe serio in un paese democratico basato su leggi e regole.
Partendo da questo punto vedo un'unica soluzione se si vuole (?) salvaguardare tutta l'area, ovvero:
a) Lasciare lo status attuale dell'edificato e di quello che si è posto in essere per l'edificazione. Questo perchè è impensabile disfare quello che sino a questo momento realizzato.
b) Proporre a Coimpresa altre aree edificabili in ubicazioni differenti tenendo conto dei danni causati da questa situazione, per capirci meglio: altre aree con cubatura sufficiente affinchè venga completata la cubatura venuta a mancare nell'area di Tuvixeddu più un altro tanto da quantificare come "risarcimento danni".Le altre strade le vedo impraticabili.
Dal punto di vista personale mi spiace che venga bloccato il progetto di Coimpresa per Tuvixeddu, è uno dei pochi progetti esaminati che cerca di portare a "misura d'uomo" un agglomerato abitativo unendo gli edifici ad un parco naturale ed un Parco Archeologico.

07 febbraio 2007

I quartieri di Cagliari (1a puntata)

Adesso che ho preso un bel bicchiere di bicarbonato posso finalmente scrivere questo post. Sicuramente qualcuno si domanderà il legame tra il bicarbonato e questo post; presto detto: ho dovuto digerire un testo divulgativo (???) sulla storia dei quartieri di Cagliari. Giuro che di mattoni linguistici così grossi non ne avevo ancora letti, avevo letto sì dei testi scritti in italiano semi indigesto ma è la prima (ed ultima) volta che ne leggo uno dove ho dovuto consultare la Treccani per capire cosa c'era scritto (alcuni lemmi li ho dovuti scovare su Wikipedia).
Mi domando come si fa a scrivere in italiano (non trovo il termine politically correct) e poi andare a lamentarsi che nessuno si interessa alla storia di Cagliari ed alla sua archeologia. Giusto per esemplificare il senso del mio pensiero vorrei indire un concorso a premi: un gentile omaggio a tutti coloro i quali mi tradurranno in italiano comprensibile la parte del testo che vi riporto a seguire:

"La sua anamorfosi, effettivamente, richiama uno schema a piano ortogonale interpretato come derivante da un'assialità programmata secondo una conformistica interpretazione che la storia degli studi ha ritenuto (anche in contesti meno caratterizzati), connesso a simboliche influenze ippodamee o alla più funzionale castramentazione romana".

La traduzione in italiano comprensibile me la potete anche mandare per email.

Chi disturba l'ADSL?

L'altro giorno sono stato chiamato da alcuni amici che avevano dei problemi con l'ADSL. La locazione della ditta dei miei amici è nell'hinterland dei Sestu (lato SS 131) e l'ADSL la ricevono tramite un sistema via radio (detto WiFi) perchè, per problemi misteriosi della Telecom, alcune fettine di territorio non vengono raggiunte dal cavo telefonico. Il problema sembrava di una semplicità assoluta: di tanto in tanto vi erano dei completi black out del segnale WiFi; segno evidente (pensavo) del trasmettitore difettoso. Invece no.
Durante il black out ci siamo recati col responsabile del ponte radio dove era dislocato il trasmettitore e, utilizzando un computer portatile con sistema wireless ho potuto appurare che il trasmettitore (sistemandomi ad una ventina di cm dall'antenna) funzionava benissimo; allontanandomi anche di un metro il segnale svaniva. La cosa sarà durata circa mezz'ora, poi tutto è ritornato perfetto. Dato che per poter ottenere un simile risultato si ha bisogno di una potenza di irradiazione notevole, ho pensato subito a qualche antenna direttiva puntata verso il sistema di trasmissione ma, visivamente non ho potuto vedere nessun apparato del genere nelle vicinanze. Quindi si tratta di un trasmettitore molto potente dislocato chissà dove, sicuramente però in linea ottica poichè essendo le frequenze molto alte, si propagano esclusivamente in linea ottica: se c'è un ostacolo, vengono riflesse o assorbite.
La cosa mi ha incuriosito e sono ritornato sul posto con un buon paio di binocoli ma dopo una mezz'ora di ricerca, vi posso assicurare che nel raggio di almeno due chilometri non c'è nulla che potesse assomigliare ad un apparato del genere. Conclusione: qualcuno sta usando un trasmettitore ad altissima frequenza e, sopratutto, ad altissima potenza.Cosa che, considerate le frequenze di trasmissione, risulta molto pericolosa per gli esseri viventi (avete in mente l'effetto forno a microonde? Le frequenze sono quasi le stesse).
Non è necessario avere una laurea in fisica nucleare per capire che, sicuramente, non è un apparato che può avere un privato (Telecom inclusa); per cui si pone la domanda: chi è che utilizza un trasmettitore del genere e,dove si trova e, sopratutto, che sta facendo?
Tutte domande (per il momento) senza risposta; ma una conclusione l'ho tratta: sicuramente è posizionato dalla parte opposta di Sestu, lato SS 131 (per ragioni ottiche) e da quella parte c'è.......
Provate a dirmelo voi.

Vediamo di parlarne

La cosa che mi ha lasciato interdetto, ascoltando le varie voci degli "addetti ai lavori" è che questo "vogliamo valutare con molta attenzione" ha lasciato a piedi (leggi LICENZIATI) non meno di 50 persone che lavoravano per il Parco Archeologico (senza contare l'indotto); queste persone non possono percepire nemmeno un soldo come cassa integrazione perchè questa non è prevista nel caso che un Ente blocchi i lavori di un altro Ente.
A questi occorrerà sommare tutte le maestranze di Coimpresa che si trovano il lavoro in forse, un calcolo sommario porterebbe a quasi 200 persone con l'avvenire grigio. Vediamo di parlarne.

Parlare non costa nulla

Ieri ( 6 Febbraio) ho letto su Il Sardegna l'ennesima proposta (per la serie parlare non costa nulla) per la salvaguardia del sito archeologico di Tuvixeddu: ricoprirlo con delle strutture in acciaio e vetro (!). Avevo già sentito una proposta così fantasiosa per l'Anfiteatro (bocciata senza pietà) e non pensavo che ritornasse in auge.
Mi lascia molto sconcertato il fatto che la teoria sia stata proposta da uno studioso dell'ambiente; sarà anche uno studioso dell'ambiente ma dimostra due cose:
Uno: non ha idea dei problemi che creerebbe al sito una copertura del genere (a parte il fatto che non si capisce bene chi dovrebbe pulire i vetri affinchè si veda qualcosa), leggi effetto serra, condensa eccetera.
Due: ha in mente che razza di pugno nell'occhio sarebbe una struttura del genere in un sito archeologico? E poi ci si lamenta dell'impatto ambientale dei futuri palazzi...
Ripenso agli anni in cui frequentavo l'Istituto Industriale; se avessi proposto un progetto simile al mio Professore di Tecnologia dei Materiali mi avrebbe, come minimo, bocciato a vita.
Evidentemente il relatore di questa proposta ha frequentato altre scuole....

04 febbraio 2007

Scoperte...Ricoperte

Cercando materiale documentale su Tuvixeddu, mi sono imbattuto in una pubblicazione del 1987 che descrive un ritrovamento archeologico in pieno centro di Cagliari abbastanza interessante. Sapete che all'altezza del numero civico 105 di Via Trieste c'è (c'era) un sito archeologico di una certa rilevanza? Beh, se non lo sapete ve lo racconto io. E' tutto vero, tutto documentato; i dati sono tratti da una pubblicazione del 1987 edita dalla Soprintendenza Archeologica per le provincie di Cagliari e Oristano e quanto vi riassumerò in termini per comuni mortali è un sunto di ciò che si trova scritto da pag. 51 a pag 78 di questa pubblicazione.
Si tratta di un ritrovamento archeologico del 1985 in un (all'epoca) cortile sito al numero civico 105 di Via Trieste a Cagliari, indicato al Catasto al Foglio 8F part.544. Su questo ritrovamento è stato fatto un vincolo su una superficie di 2960 metri quadri. Al di là della mera descrizione tecnica della campagna di scavo descritto in archeologese (normale essendo la pubblicazione dedicata, come al solito, esclusivamente agli addetti ai lavori), salta agli occhi l'unica immagine esistente che mostra l'estensione del ritrovamento (facendo le proporzioni con le persone ivi ritratte), cosa che si nota ancora meglio nella pianta disegnata. Una scoperta quindi di una certa importanza si cui cito testualmente un frammento di descrizione:"....una serie di blocchi....paralleli ad una cisterna che si intuiva tripartita; un condotto fognario....battuti pavimentali in calcare....nella sezine di uno spezzone del piano di calpestio moderno si coglieva parte di una sepoltura alla capuccina con tracce di incinerazione. Della copiosa cultura materiale registrata, si segnalano le vernici nere d'importazione ed imitazione locale, frammenti di contenitori anforacei repubblicani, di pareti sottili e di aretine; maggioritarie la ceramica sovradipinta, quella decorata a pettine e/o a stecca, a scanalature orizzontali, a ditate sull'orlo; presenti frammenti di bacili e di ziri con bolli e decorazioni...Notevole infine la quantità di frammenti di coppi e di embrici, di intonaci dipinti, di pavimenti in signino ed ancora tessere in pasta vitrea e monete..." (Nota: per tessere in pasta vitrea si intende un mosaico). Per evidenti ragioni di spazio non mi prolungo in ulteriori particolari; sembra evidente che si tratta di materiale interessantissimo (si tratta di epoca romana). Sicuramente sarete curiosi di poter dare un'occhiata a queste vestigia, se non altro perchè ne ignorate l'esistenza. Adesso, sempre citando testualmente quanto riportato nella pubblicazione, vi spiego come fare: (pag 53, punto 2.02), testuale:"...Si è adottata la soluzione alternativa, di concerto tra la proprietà, l'Ente Locale ed il Ministero dei Beni Culturali, di mettere in opera un solettone su plinti, sopraelevato sulle parti sommitali delle strutture archeologiche di non meno due metri da destinare a parcheggio....". In parole molto povere sopra gli scavi c'è un parcheggio e sopra di esso un palazzo, di scavi nemmeno l'ombra, idem della pubblicizzazione della notizia. Ho provato a cercare qualche reperto che (spero) sia stato recuperato ma l'unica cosa che sono riuscito a trovare sull'argomento è un disegno in mostra presso il Museo Archeologico di Cagliari di una ricostruzione del mosaico ritrovato. Del mosaico, che dal disegno osservato al Museo mi sembra molto bello, non se ne ha nessuna traccia e per quanto sia riuscito a scoprire nemmeno del resto (compresa la documentazione fotografica che, se c'è, sembra coperta dal segreto militare).
Per la cronaca, lo scavo è stato effettuato e descritto dalla Dr.ssa Maria Antonietta Mongiu e il Sovrintendente ai Beni Archeologici all'epoca era (come oggi) il Dott. Vincenzo Santoni. Entrambi li ritroviamo oggi tra i membri della Commissione Regionale che si occupa di Tuvixeddu (Delibera Regionale 51/12 del 12/12/2006). Commissione che ha posto il vincolo totale su Tuvixeddu.
Ma nel 1985 non potevano fare la stessa cosa?
SeuDeu

02 febbraio 2007

Tuvixeddu: Altre Iniziative

Dal Blog di Claudio Cugusi:
Assemblea per discutere del futuro di Tuvixeddu: appuntamento lunedì 5 febbraio dalle 16.30 alla sala Cosseddu della Casa dello studente., via Trentino Organizzano le associazioni Legambiente, Progettare il futuro e I Sardi. Interventi di Antonio Romagnino, Fausto Pani, Alfonso Stiglitz, Silvano Piras, Felice di Gregorio.
Moderano Vincenzo Tiana, Claudio Cugusi e Chicco Porcu.
Tutti sono invitati a partecipare.

C'è chi può...

Poi dicono che i soldi non sono tutto....
Riporto quanto visto su "Il Sardegna" del 2 Febbraio 2007.
A pag 12 vi è un'inserzione pubblicitaria a tutta pagina di Coimpresa che, cercando di spiegare la sostenibilità ambientale del progetto invita tutti coloro siano interessati a visitare i loro cantieri il 4 ed il 5 Febbraio. Vi sarà anche l'architetto progettista che (penso) spiegherà i dettagli.
Pensare che le altre associazioni per organizzare le loro visite a Tuvixeddu hanno usato l'economicissimo passaparola insieme agli sms per mancanza di pecunia....
Voto a Coimpresa sulle Public Relations 10 e lode.
P.S.- Quasi dimenticavo i servizi sulle emittenti televisive e gli articoli sui giornali sull'argomento. Un giornalista che ho contattato per chiedergli le ragioni di questa notevole visibilità mediatica sull'iniziativa mi ha risposto chi si tratta di un normale esercizio di diritto di cronaca. (?)

Chissà perchè mi viene in mente l'antico detto: "Diffidate dai Greci quando portano doni"....

Dopo 14 anni....

Tra le varie cose che sto raccogliendo sull'argomento su Tuvixeddu ho in mano una pubblicazione edita nel 1993 in cui si parla di Tuvixeddu, della sua importanza storico-archeologica, dello scarso interesse per esso da parte delle varie Amministrazioni e della sua lottizzazione che avrebbe posto fine ad un importante pezzo della nostra memoria storica. In pratica un documento-denuncia. Lo sto leggendo attentamente e mi sembra che vi siano degli spunti molto interessanti. Una cosa salta subito agli occhi: dal 1993 ad oggi vi è un discreto salto temporale, per l'esattezza 14 anni. Mi piacerebbe sapere dove sono finiti in questi 14 anni tutti coloro i quali, oggi, si autoproclamano paladini del colle. Dormivano o erano ibernati?

01 febbraio 2007

E se avesse ragione Coimpresa?

Sia ben chiaro: non sono contro Coimpresa e Cualbu, cerco disperatamente di stare in equilibrio tra le due parti e capire dove si nasconde la verità. Ammesso che esista una verità: di solito, in situazioni come questa ve ne sono piu' di una.
Una mia impressione è che Cualbu, investendo in questa operazione una vagonata di soldi, abbia voluto verificare la solidità delle fondamenta di questa operazione ed abbia iniziato sicuro che le concessioni stavano solidamente in piedi dal punto di vista legale. Questo perchè, solitamente, un imprenditore è tale perchè investe soldi e non li butta via in operazioni rischiose. Quindi se l'edificazione è andata avanti la cosa era regolare (o è stata fatta apparire come tale).
Se l'altro giorno qualcuno si è svegliato dando fiato alle trombe del blocco totale di qualsiasi attività sul colle, sorge immediatamente un dilemma:
a) Tutte le procedure di concessioni edilizie per Tuvixeddu avevano un vizio di forma e, se è così, non si capisce bene perchè se ne sono accorti proprio adesso;
b) Tutte le concessioni edilizie sono in regola ed allora qualcuno sta montando un caso unicamente per il proprio interesse.
In qualsiasi caso vi sono degli accordi ben precisi: firmati in periodi molto distanti da questo (vi farò sapere la data quanto prima) e non è che ci si inventa un blocco con effetti retroattivi come se niente fosse; dall'altra parte delle varie amministrazioni in ballo, che piaccia o meno, vi è un imprenditore che ha investito e sta investendo cifre non indifferenti e non lo si può mettere alla porta come se niente fosse, occorre dare delle valide alternative a quella attuale e considerare il danno subito, sia dal punto di vista materiale che da quello dell'immagine.
Se si segue questa strada e l'imprenditore ritiene è d'accordo, si risolve, diversamente (e mi spiace per Tuvixeddu) Cualbu ha tutti i diritti di edificare dove sta edificando.
E' un discorso di regole e di leggi che, nel bene e nel male, vanno rispettate.
Cosa che succede sempre meno in Italia.
Aspetto le critiche considerando serenamente che, come sempre, chi piu' strilla, piu' ha da nascondere.
SeuDeu

Capito perchè fanno i politici?

Ci sono delle notizie che fanno venire il voltastomaco. Questa, inoltre, suona anche come un insulto per il cittadino italiano. Questa è la categoria di persone che propone un allungamento della vita lavorativa ed una diminuzione degli stipendi e delle pensioni (in sintesi). Degli altri, non le loro.
L'articolo è estrapolato da un'inchiesta dell'Espresso in edicola questa settimana. Ne pubblico una parte ma vi invito caldamente a leggerlo tutto a questo indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Onorevole-si-dia-un-taglio/1494536&ref=hpsp

Sono tremilatrecentodue: questo il numero degli ex parlamentari, deputati e senatori, che ricevono una pensione da Montecitorio e Palazzo Madama. A seconda degli anni di contribuzione, si va da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni, incassano un assegno che parte da 3 mila euro lordi mensili per arrivare anche a 10 mila. "L'espresso" lo rivela nel numero in edicola questa settimana che pubblica (ad eccezione dei circa mille vitalizi di reversibilità erogati a moglie e figli di parlamentari defunti) anche la lista completa dei beneficiari con il periodo di contribuzione e l'importo dell'assegno. Il vitalizio si cumula con tutti i redditi e tutte le rendite: si somma all'indennità (198 mila euro l'anno) di chi si è dimesso da parlamentare per entrare nel secondo governo Prodi: tra i tanti, il viceministro degli Esteri Ugo Intini, che oltre alla "paga" spettantegli come membro dell'esecutivo, prende un vitalizio di 8 mila 455 euro lordi.
.......
I deputati eletti prima del '96 hanno diritto invece al vitalizio all'età di 60 anni, riducibili a 50 utilizzando tutti gli anni di mandato accumulati oltre i cinque minimi richiesti. Con oltre tre legislature, per esempio 20 anni di contributi, si può andare in pensione addirittura sotto i 50 anni.Ancora più generoso si rivela il senato: gli eletti a partire dalla XIV legislatura del 2001 hanno diritto alla pensione solo a 65 anni a 60 con due legislature) e a condizione di aver svolto un mandato di cinque anni. Coloro che hanno conquistato lo scranno prima del 2001, riscuotono invece il vitalizio a 60 anni con una legislatura, a 55 con due e addirittura a 50 anni dopo tre mandati. Secondo quanto scrive "L'espresso" sia alla Camera che al Senato l'ammontare del vitalizio viene calcolato sulla base dell'indennità lorda (12 mila 434 euro) e degli anni di contribuzione. A ciascun anno è legata una percentuale: per cinque anni si ha diritto al 25 per cento dell'indennità (pari a 3 mila 109 euro lordi di vitalizio); per 10 al 38 per cento (pari a 4 mila 725 euro); per 20 al 68 per cento (8 mila 455 euro); fino ad arrivare all'80 per cento dell'indennità per i 30 anni e oltre (9 mila 947 euro). Con una ulteriore blindatura della base di calcolo: la cosiddetta "clausola d'oro" grazie alla quale il vitalizio si rivaluta automaticamente essendo legato all'importo dell'indennità del parlamentare ancora in servizio. Quanto costa tutto questo ai bilanci di Montecitorio e Palazzo madama?
Quanto ai costi complessivi, Montecitorio (dati 2006) ha in carico 2005 pensionati (reversibilità comprese): gli costano 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica. Altrettanto critica è la situazione al Senato che con le sue 1.297 pensioni spende ogni anno quasi 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in servizio. Un'autentica voragine che nel 2006 produrrà un "buco" stimato in 174 milioni di euro. Anche a questi a carico dei cittadini contribuenti.

Tratto dall'articolo in rete de L'Espresso.
Non ho parole per definire i nostri (si fa molto per dire) governanti.
Provate a definirmeli voi, a me si torce lo stomaco dal disgusto.

Facciamoci una gita

Complimenti a Coimpresa: hanno dei PR (Relazioni Pubbliche) che hanno capito tutto….
Dopo le gite organizzate a Tuvixeddu da Amici di Sardegna e Legambiente, anche la società di Cualbu ha deciso di organizzare una gita nei loro cantieri (4 e 5 Febbraio) per mostrare la sostenibilità del loro progetto.
Resto sempre dell’opinione che il Parco Archeologico di Tuvixeddu, definito unanimemente “La necropoli punico-romana piu’ estesa del Mediterraneo”, realizzato con vista sui palazzi è quantomeno sgradevole dal punto di vista estetico, quasi come un appartamento con vista sulle tombe puniche…..
Una cosa che non capisco bene: perché si ostinano a definirle gite organizzate?
Chiudo con una cattiveria bella e buona: avete presente le gite organizzate che poi si risolvono con la solita vendita di batterie da cucina?

Non credevo che….

Inizialmente avevo intenzione di scrivere un post chiedendo a tutti coloro avessero del materiale o delle testimonianze su Tuvixeddu di condividerle con me per permettermi di poter ricostruire, il meglio possibile, la storia di questo colle.
Invece sono arrivate varie telefonate di persone che mi hanno offerto il loro aiuto con documenti, storie, testimonianze; la qual cosa non può che farmi piacere (ovviamente).
Vorrei chiedere, quindi, a tutti coloro volessero condividere con questo Blog notizie, documenti, storie, testimonianze su Tuvixeddu di inviarmi il materiale al seguente indirizzo di posta elettronica:
seudeu@gmail.com
Il materiale pervenutomi verrà pubblicato come post in cui verrà, ovviamente, citata la fonte (nel caso la fonte volesse restare anonima me lo faccia presente nella mail).
Ovviamente i commenti sui post sono graditissimi (se no che discussione si può instaurare?), anzi, quasi obbligatori…
Ricordate che per lasciare un commento occorre cliccare su “COMMENTI” (posto alla fine dell’articolo) mentre, cliccando sull’iconcina della busta si invia ad un proprio amico, per email, la copia dell’articolo (troppo buoni…) con la possibilità di aggiungere un commento personale.
Spero di meritarmi il tempo che userete per leggere questo blog.
SeuDeu

Abbiamo scoperto l'acqua calda

Quando ci si vuole documentare su qualcosa capitano tra le mani scritti interessantissimi (quando hanno una simile qualità vuol dire che non sono stati mai letti ed hanno avuto una diffusione irrisoria). Cercando notizie per stendere almeno una descrizione dei luoghi del contendere (leggere Tuvixeddu & dintorni), mi sono imbattuto in alcuni documenti pubblicati (se non erro) nel 1993 in cui si denunciava, in maniera molto circostanziata peraltro, la mancanza di sufficienti vincoli protettivi per l'area e non solo. In sintesi, tutto il movimento in essere di questi giorni su Tuvixeddu, trattasi di riscoperta dell'acqua calda dato che sono documentate in data precedente le medesime denunce.
Il tempo di riordinare le carte, i dati e le idee e la cosa continua.
SeuDeu

31 gennaio 2007

Tuvixeddu

Tuvixeddu è una collina di Cagliari di notevole rilevanza archeologica ed anche edilizia. Ovviamente le due cose non sono molto conciliabili tra loro, difatti è quasi scoppiata una guerra tra imprenditori edili, Comune di Cagliari, Regione Sardegna e Sovrintendenza Beni Culturali su cosa debba essere preservato e cosa debba essere edificato. Da qui quello che viene definito "l'affaire Tuvixeddu" di cui viene detto tutto ed il contrario di tutto. Dato che sono un curiosone e, come me, penso, tutti i Cagliaritani, ho pensato bene di documentarmi sulla questione per poi pubblicare una serie di interventi basati su solide argomentazioni (quindi su documentazioni e fonti attendibili) con l'unico scopo di fare luce su una questione che ha l'aria di essere la classica italica kermesse del solito gioco di scaricabarile. A giorni i primi interventi. Non perdetemi di vista.
SeuDeu