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15 maggio 2008

Condividere le conoscenze

Ad un certo punto della propria vita ci si trova con un bagaglio di conoscenze che penso sia bello poter condividere con altri.
Per questa ragione ho accettato l'invito di SeuDeu a collaborare nel suo blog e, nel contempo ho deciso di condividere le mie modeste conoscenze del media video con altri.
Con chi, se non con ragazzi che vorrebbero imparare questo linguaggio?
E' così che sto cercando, nel mio piccolo, di insegnare a dei ragazzi entusiasti come si lavora nel campo dell'immagine; è un modo per insegnare un mestiere (affascinante) e magari, perchè no, dare a questi ragazzi una (forse) opportunità lavorativa in una società che stenta a dare ai giovani una chance che non sia il solito call center a 400 euro.
Tutto questo per presentare un lavoro fatto da un ragazzo a cui sto insegnando a lavorare in video.
Ha sulle spalle una decina d'ore di riprese con mezzi professionali ma dimostra di avere già la stoffa giusta.
Ho montato le sue immagini con lo stile del videoclip e sono veramente contento di proporvele.
Fossi in voi gli farei un applauso di incoraggiamento.
Giorgio Ghiglieri

Il Blog prossimo futuro

Salve a tutti i lettori del blog.
E' da parecchio che non scrivo e questo è dovuto ad una pausa di riflessione.
Riflessione d'obbligo dal momento che questo blog ha superato quota 10.000 lettori che ringrazio.
Questo è segno del fatto che ciò che scrivo interessa e, nel contempo, è uno sprone per fare sempre meglio.
E' proprio questo il punto: come fare meglio?
Ecco quindi l'idea scaturita dall'incontro quasi casuale con Giorgio Ghiglieri di cui ospito sia su questo sito che sul sito che ho su YouTube (http://www.youtube.com/Seudeu) i suoi video.
Unire la parola scritta all'immagine sotto forma di minivideo che posterò.
Siamo in fase avanzata di progettazione del futuro di questo blog (e dell'altro), stiamo passando le giornate a pianificare cosa e come preparare una parte delle future notizie.
Sul cosa non c'è che l'imbarazzo della scelta: da Tuvixeddu agli sconci ambientali dimenticati o poco pubblicizzati perchè perpetrati in paesi che non offrono visibilità mediatica, dagli scorci di vita locale (Giorgio vive a Nuraminis quindi aspettatevi parecchio materiale di quelle parti) a pezzetti di vita quotidiana.
Sul come penso sia chiaro: ministorie al massimo di 5 minuti per raccontare un fatto.
Il tutto sempre cercando di essere ill più obbiettivi possibile e lasciando sempre parlare i fatti per primi.
Ovviamente anche da voi lettori mi aspetto dei suggerimenti e, magari, qualche commento che spesso latita sugli articoli.
Con la speranza che mi seguiate ancora in questo cambio, 10.140 grazie.
SeuDeu


Innanzitutto grazie a SeuDeu per l'ospitalità nel suo blog.
Mi piace l'approccio di SeuDeu ai vari problemi che affronta anche se, a mio parere, racconta poco di quelle piccole gemme di vita quotidiana che fanno ben sperare nel futuro.
Cercherò di fargli raccontare anche quei piccoli scorci di vita.
Nel contempo gli metterò a disposizione il martello più grosso che c'è quando si tratterà di raccontare di storture o abusi e, credetemi, non c'è martello che pesti più di una telecamera.
A presto
Giorgio Ghiglieri

10 agosto 2007

ZiuTokku

La vita è bella perchè è varia: non sai mai che succede.
Difatti capita che da un'incomprensione si passi alla scoperta di persone interessanti che sviluppano qualcosa di interessante.
Parlo dei creatori del sito:
"Corso Catalogazione Beni Storici e Culturali con metodologia informatica"
che sta all'indirizzo: "http://www.ziutokku.blogspot.com/"
e che ho linkato semplicemente come "ZiuTokku".
A parte quello che ho visto sul blog (peraltro interessantissimo e consigliato a tutti coloro che amano l'arte), so abbastanza poco di loro (provvedete ad informarmi).
Sicuramente è un'attività inusuale considerata la cronica mancanza di cultura (sia come offerta sia come fruizione) ma, sicuramente intrigante.
Aspettando una mail di presentazione da parte del gruppo di ZiuTokku (che finirà dritta su questo blog), faccio i miei migliori auguri a questa banda di ragazzi che, nonostante un'iniziale incomprensione, mi risultano simpatici (forse causa i miei legami col settore archeologico).
Poi, pensiamoci un attimo: fanno qualcosa di diverso, si occupano di cultura, lo fanno in Sardegna e sono Sardi.
Come non si puo' fare il tifo per loro?

24 aprile 2007

Gli Indiana Jones del Liceo Siotto

Ieri sera ero al Liceo Siotto di Cagliari per la presentazione di una pubblicazione particolarissima dal titolo: "Facciamo uno scavo! Scuola e Archeologia a Santa Gilla".
In realtà si tratta di un libretto di una trentina di pagine con una peculiarità: è stato realizzato dagli studenti del Liceo Siotto.
Il progetto è nato da una collaborazione tra il Liceo Siotto e la Sovrintendenza Archeologica di Cagliari, con quest'ultima che ha messo a disposizione i suoi esperti nel campo dell'archeologia per insegnare ai ragazzi le metodologie dell'archeologia. Questa collaborazione tra MIBAC ed insegnanti del Siotto ha permesso agli studenti di realizzare un'autentica campagna di scavo nell'area dell'ex deposito Agip di Santa Gilla dove, notoriamente, vi sono una quantità di reperti archeologici.
Siccome so perfettamente che questo articolo verrà letto anche (e sopratutto) da tanti "addetti ai lavori" prontissimi a gridare "al sacrilegio, al sacrilegio" per aver fatto toccare da mani non "professioniste" reperti archeologici (leggi reperti danneggiati da mani di ragazzi), voglio rassicurarli subito dicendo che tutti i reperti sono stati maneggiati con la massima cura (essendo stati gli studenti seguiti passo passo dallo staff tecnico-archeologico del MIBAC).
Finalmente qualcosa di nuovo e di positivo: un'autentica ventata di aria nuova e, perchè no, un modo per far conoscere ai ragazzi un mondo che, se visto con i giusti occhi ha i suoi lati affascinanti nonostante si tenda a renderlo incomprensibile con pubblicazioni pesanti e, spesso fini a se stesse per quanto incomprensibili.
Ho letto la pubblicazione e, devo dire, mi è piaciuta molto com'è stata impostata e realizzata: poche parole scritte in un linguaggio comprensibile che hanno spiegato teorie e tecniche ed una notevole quantità di fotografie e disegni che hanno reso la pubblicazione piacevole e comprensibile alla lettura.
Ovviamente in questa realizzazione traspare l'impegno e la bravura didattica degli insegnanti del Siotto coinvolti nel progetto ma, sopratutto, la bravura didattica degli specialisti del MIBAC nell'aver saputo spiegare ai ragazzi la metodologia di lavoro in termini piani e facilmente assimilabili.
Un plauso anche allo sponsor ENI, che ha contribuito alle spese di pubblicazione del libro.
Seduto negli ultimi posti dell'Aula Magna del Siotto ho ascoltato, tra il divertito ed il commosso, gli studenti raccontare come hanno realizzato questa pubblicazione. Divertito perchè mentre parlavano davanti ai "grandi" si percepiva una certa soggezzione nel parlare, commoventi perchè hanno parlato della loro pubblicazione con grande modestia, come commentare il brillante svolgimento di un compito molto impegnativo senza cercare il merito personale.
La mia impressione personale è stata, ascoltanto tutti gli interventi, di un gioco di squadra collettivo dove gli sforzi dei singoli si sono sommati nella pubblicazione. Niente assoli da parte di nessuno, cosa assolutamente sorprendente di questi tempi.
E' stata una bella presentazione di un bel lavoro ben svolto da studenti intelligenti coadiuvati da insegnanti sensibili ed esperti MIBAC competenti. Un'iniziativa interessante e priva di fronzoli e pomposità.
Veramente bravi. Tutti.
Forse per questa mancanza di pomposità ha fatto si che tanti "esperti & addetti ai lavori" del settore disertassero la presentazione....